L’APPELLO. L’attore e regista teatrale Giulio Cavalli aderisce alla campagna “Non staccate la luce ai bambini".

Dina Galano

Una recitazione intellettualmente onesta. Un impegno civile nutrito dall’obiettivo di ricostruire l’informazione fedele. Un teatro, meglio dire, «partigiano». Così Giulio Cavalli definisce la propria azione oratoria che, negli anni, ha dato vita a spettacoli contro la mafia, dedicati alle stragi italiane e, ancora, alla denuncia di sfruttamento dei minori. Dall’aprile 2009 i suoi movimenti sono seguiti a vista dagli uomini della scorta, dopo le minacce indirizzate per lo spettacolo Do ut Des, spettacolo teatrale su riti e conviti mafiosi. Oggi, Giulio Cavalli aggiunge la propria firma alla campagna promossa da Terra “Non staccate la luce ai bambini”, nel filo della continuità con il proprio quotidiano impegno sociale.

La morte di Elvis è accaduta in un quartiere di Napoli, in un contesto di povertà. Ritiene si tratti di un problema diffuso solo al Sud?
In questo caso si sono manifestati tutti i danni di un federalismo incitato, sollecitato e finito per sbrodolare, nelle sue conseguenze drammatiche, sull’intera società. Con questo approccio, infatti, si è arrivati ad avallare un diritto a non esercitare alcuna solidarietà. Le popolazioni sono trattate alla stregua di primitivi gruppi autoctoni, confinati in una quotidiana lotta per la sopravvivenza.

Lo spettacolo Bambini a dondolo racconta storie di abusi sui minori. Perché questa scelta?
I dati ufficiali, che sono sempre sottostimati, contano 80mila italiani che praticano turismo sessuale all’estero. Il 5 per cento di loro parte volutamente con l’idea di far sesso con minori. Esiste un’intera popolazione che sceglie questo genere di vacanza, e che, per il resto dell’anno, vive uno status di normalità in Italia. Chi abusa di un minore torna con una macchia che non si può lavar via. E su questo bisogna interrogarsi.

Che ruolo gioca il teatro nell’educazione dei giovani?
Il palcoscenico è uno dei pochi luoghi veramente liberi, in cui l’uso della parola non è sottoposto a controlli esterni. I bambini sono più capaci degli adulti di ascoltare. Si teme sempre di poterli sporcare, di corromperli. Ma la reazione di un bambino di fronte a temi difficili, come la criminalità organizzata, è sempre di meraviglia. Non è mai sdegno o idealismo.

Da cittadino, come giudica la tutela dei minori in Italia?
Abbiamo una Carta di diritti, un Osservatorio che controlla la sua applicazione e commissioni che monitorano i controllori. Il diritto all’infanzia, nel nostro Paese, non è un diritto naturale.

DA TERRA

L’ARTICOLO QUI