A Giulio Cavalli il premio "Campione per la Cultura"

Giulio Cavalli, “campione” di cultura. È andata all’attore lodigiano “anti-cosche” la statuetta di vetro della sezione cultura del premio Campione, riconoscimento ideato dai City Angels di Mario Furlan e arrivato alla nona edizione. Premiato ieri mattina a Palazzo Isimbardi, su di lui è caduta la scelta di quattordici direttori di prestigiosi quotidiani, tra cui Ferruccio De Bertoli del «Corriere della Sera», Ezio Mauro de «La Repubblica», Mario Calabresi della «Stampa», Gianni Riotta de «Il Sole 24 ore» e Carlo Verdelli della «Gazzetta dello Sport». Una sorta di “Oscar” della solidarietà, che ritrae la sagoma di uomo con un grande cuore in mano, realizzato da una cooperativa che dà lavoro a persone svantaggiate e destinato a chi lancia un esempio positivo attraverso i mass media. Tra i premiati per la sezione Scienza anche il premio Nobel Rita Levi Montalcini, mentre la statuetta in vetro alla Memoria è andato a Teresa Sarti, cofondatrice dell’associazione umanitaria Emergency. Il sindaco di Cassinetta di Lugagnago, Domenico Finiguerra, si è aggiudicato il premio Ambiente per il primo piano regolatore a crescita zero, il giornalista del Tg1 inviato in Abruzzo, Francesco Votano, ha ritirato il premio Comunicazione, Giustino Parisse, del quotidiano «Il Centro» di Pescare, che in quel terremoto ha perso i due figli e il padre, è andato quello per l’Informazione. Premiati anche la direttrice del carcere di Bollate, Lucia Castellano, e il provveditore lombardo delle carcere Luigi Pagano (Integrazione), Rosanna Banfi (Spettacolo), il calciatore Sidibe Moussa (Sport), la scuola elementare «Elsa Morante» per l’aiuto agli alunni rom. Il merito di Cavalli, secondo il direttore del free press «DNews» Gianni Cipriani, che gli ha consegnato la preziosa statuetta, sta tutto nel coraggio di «un attore anti-cosche partito da Lodi per portare la denuncia a casa loro – ha detto Cipriani, accennando alla tournée dell’attore in Sicilia con il suo Do ut des, spettacolo che ha scatenato le intimidazioni della criminalità organizzata fino all’escalation di minacce che ha portato Cavalli a essere il primo attore italiano sotto tutela fissa dello Stato – e che non ha piegato la testa». Per lui, dopo l’invito al Quirinale da parte del capo dello Stato lo scorso ottobre, l’ennesimo riconoscimento al lavoro di denuncia che ogni giorno porta avanti con i suoi scritti e i suoi spettacoli. «È un premio che mi fa davvero molto piacere – ha commentato a caldo Cavalli – anche perché arriva dai City Angels, una realtà che avevo già avuto modo di conoscere e apprezzare». Una statuetta che l’attore lodigiano sceglie di dedicare, «alle oltre 600 persone sotto scorta, magistrati, giornalisti, scrittori». Rossella Mungiello

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