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Da VareseNews: Giulio Cavalli è il candidato Idv contro la mafia

Il sorriso smagliante che appare sulla faccia di qualsiasi candidato in periodo di elezioni non è propriamente quello di Giulio Cavalli, che di sorrisi, probabilmente, se ne può permettere pochi. Oggi ha presentato a Varese la sua candidatura alle elezioni regionali come “indipendente” all’interno delle liste dell’Italia dei Valori, ma solo ieri un suo spettacolo teatrale veniva sospeso causa “rinvenimento di numero 23 proiettili inesplosi nel parcheggio del teatro”. E non si trattava di coincidenza, per intenderci Cavalli vive da 11 mesi sotto la scorta affidatagli dal ministero a seguito delle minacce subite per il suo impegno contro la mafia.
Da sempre immerso nella sua attività teatrale, Cavalli ha deciso ora di continuare le sue battaglie e portare la sua testimonianza all’interno delle istituzioni attraverso l’impegno politico. Due cose che per la verità considera comunicanti, «del resto è assurdo parlare di teatro civile slegandolo dalla realtà così come è assurdo parlare di politica slegandola dalla società civile: considero preoccupante la facilità con cui oggi arriviamo a dire che la politica apre fette di rappresentanza anche alla società civile, come se le due cose non dovessero essere, in un paese normale, la stessa cosa».
E così, spinto dalle offerte di Sonia Alfano, Luigi De Magistris e Antonio Di Pietro, si è trovato a correre con l’Idv per un seggio in Regione. Garanzia dell’impegno che intende prendersi è per forza di cose la sua storia personale, «il mio impegno è quello che già faccio, la mia denuncia è quello che gran parte delle forze politiche qui in Lombardia fingono di non vedere: la mafia c’è e si vede».
Lodigiano di origini ha deciso di orientare la sua competizione elettorale a Milano e Varese perché la prima è stata eletta a capoluogo dalla criminalità organizzata, («la mafia ha bisogno di nascondere i suoi soldi, e qual è il modo migliore se non nasconderli in mezzo ad altri soldi?»), e la seconda viene subito dietro. «In provincia di Varese la criminalità organizzata fa molti dei suoi affari, come hanno testimoniato le inchieste e gli arresti della magistratura, e Varese stessa è in una posizione geografica cruciale per il passaggio di denaro in Svizzera».
«Quello che cerco ogni giorno di far capire – ha spiegato presentando la sua candidatura – è che la mafia sbriciola silenziosamente il nostro tessuto economico senza che ce ne accorgiamo, e blocca lo sviluppo del nostro territorio», e questo è il primo punto all’interno del programma che intende presentare: l’istituzione di una commissione regionale antimafia. «Viviamo in una regione dove si impedisce ai 16enni di bere il mojto e nemmeno ci accorgiamo che il traffico di cocaina qui rappresenta uno dei più grandi introiti della criminalità organizzata».
Ma i suoi progetti guardano anche agli altri settori della rappresentanza politica: economia, sanità e ambiente sono al centro del programma che intende presentare agli elettori, «arriveremo al voto con proposte di legge già scritte e che i cittadini potranno consultare».
Il prossimo incontro con gli elettori sarà il 10 febbraio a Maccagno alle ore 21 in via Valsecchi 23 con la partecipazione di Salvatore Borsellino.

8/02/2010 Tomaso Bassani

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