Da L’ESPRESSO “Dario Fo: ascoltate Cavalli”

È intelligente. Ragiona bene. Quando denuncia le infiltrazioni mafiose al Nord è un polemista capace. E quando mette in ridicolo i mafiosi lo fa senza sbracare”. Due chiacchiere con Dario Fo, poche ore prima di volare a Parigi per il ‘Mistero buffo’ all’Académie Française.

Il premio Nobel, 81 anni, è venuto apposta alla serata ‘Aperto per mafia’, al Teatro Oscar di Milano, per essere vicino a Giulio Cavalli, l’attore lodigiano scortato dalla polizia perché minacciato sia in Sicilia sia in Lombardia (23 proiettili ritrovati davanti al teatro il 6 febbraio).

Sul caso del giovane collega candidato alle regionali con Di Pietro, Fo deplora “la mancanza di indignazione” della città: “Se si adombra la mafia a Milano, dal sindaco al prefetto la reazione è: per carità! Ma io è da anni che metto in guardia dalla penetrazione mafiosa, nell’impresa privata e nelle istituzioni”. E Cavalli come attore? “È stato allievo di Paolo Rossi. Lo ricorda fisicamente, nella voce, in certi gesti”. Sul palco Fo lo invita anche alla prudenza, a “uscire dalla superbia del proprio coraggio”.

Cavalli scherza: “Fo che mi guarda: mi viene l’ansia della velina al casting”. Battuta di Rossi, anche lui presente: “Sono qui per ringraziare la criminalità organizzata. Dà il giusto risalto al teatro”. Unico membro della giunta Moratti ad ‘Aperto per mafia’, l’assessore Massimiliano Finazzer Flory, cattolico, liberale. È stato apprezzato.

Da L’ESPRESSO

E. A.

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