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Dal diario di MICROMEGA: Formigoni rimandato e il lombardismo del carciofo

Tira sempre un vento di traverso nei mercati tra i gazebi con manifesti e santini che si sparpagliano tra le mani e si piegano in quattro per entrare nelle borse. In questi giorni Milano è un vento di sbieco tra la campagna elettorale che finge di alzare la voce ma lascia solo un po’ di chiasso, buoni propositi e carta straccia. La gente ai mercati ascolta le voci elettorali e prende i volantini senza nemmeno rallentare il passo; automi dalle proposte tutte intorno. Ai piedi delle edicole gli strilloni ci urlano dello sbando del “Celeste” Formigoni che probabilmente sclerotizzato dal comando regionale si incaglia tra i fili banali di un listino: come un Sultano da Grande Impero che si arrende sconsolato al coperchio di una scatoletta di tonno.

Ci sarebbero tutti gli ingredienti perché questo vento di traverso sia una folata aspra che si infila dentro il collo. Ma il mercato non rallenta nemmeno il passo e discute dei carciofi troppo dolci e di questo inverno che sembra lungo un anno. Se fa il tonfo il re – sembra dire- che lo faccia in silenzio e senza alzare troppa polvere.

Dall’altro angolo dell’incrocio arrivano le chiacchierate ruvide tra catarro e sciarpe di un manipolo di sdegnati. Borbottano che non si può mica non votare per un inghippo della legge. La politica non si può rallentare per la legge. Il concetto è malsano ma esibito con la pancia del venditore che ama sé e il suo banchetto. Se non fosse Milano questa piazza sotto il vento potrebbe essere una città autistica di un paese qualunque.

Dovrebbe essere l’alba della campagna elettorale questa mattina all’angolo. Ma ha il sapore sporco della sera come se niente fosse. Ha gli sguardi persi del treno nel vagone che ti riporta a casa. Formigoni, il listino, il ricorso, i litigi tra le faide, Lega e PDL, l’applauso colluso a Di Girolamo ambasciatore senza pena, La Russa intruppato senza truppe che ammonisce, Berlusconi e la sua banda amatoriale che strimpella male come alla sagra del Paese, il ballo di Roberto e Letizia come un valzer delle cere: tutti arresi. All’angolo del mercato tutti arresi al lombardismo del carciofo.

Sono quasi le sei del pomeriggio. Mentre scrivo Formigoni è stato respinto. E tra un quarto d’ora il brodo è sul fuoco.

http://temi.repubblica.it/micromega-online/elezioni-regionali-il-diario-elettorale-di-giulio

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