La politica dei brogli e delle carte importanti

di Sergio Nazzaro

Due anni fa i giornali e le televisoni mandarono in onda un filmato realizzato in Australia, realizzato da Paolo Rajo, in cui si vedeva la votazione in serie delle schede per le Elezioni Politiche. Paolo Rajo è un conduttore radiofonico e giornalista italiano che vive in Australia. Per quel video è stato anche querelato da Fedi e Randazzo rispettivamente senatore e deputato eletti nella circoscrizione Oceania. Oltre le ragioni e i torti della querela non c’è nulla di nuovo. Un giornalista fa il suo lavoro e i politici rispondono con querele. Non c’è nulla di nuovo nei brogli all’estero, perchè ci sono filmati simili in tutti le parti del mondo. Dove c’è un italiano lì c’è qualcosa che non va. Non c’è nulla di nuovo che poi la ‘Ndrangheta elegga un proprio senatore in una circoscrizione all’estero. Il voto è democratico. Il voto è di tutti gli italiani. All’estero, le schede sono stampate in loco. Spedite dal consolato e/o ambasciata via posta normale. Se ti arriva, voti e rispedisci. Questo perchè chi vive lontano dalle grandi città ha la possibilità di dire la sua. E noi italiani sfregiamo la democraticità del voto e la dignità dei nostri concittadini emigranti, che pagano il prezzo di un paese che non da a tutti le stesse opportunità, con schede votate in serie attraverso comitati, consorzi e amenità varie.

Due anni fa strali e promesse: si deve fare qualcosa. Cioè nulla. Come sempre in Italia. Oggi abbiamo che Di Girolamo, un senatore della Repubblica Italiana, è apostrofato da un indagato come: “schiavo mio”.

Una bella lucidità alla dignità delle nostre istituzioni. Ma se Di Girolamo deve andare via, Nicola Cosentino che deve fare? L’ordinanza di arresto non vale nulla? Anche per Di Girolamo ci fu una richiesta simile. Non se ne fece nulla. Oggi la magistratura indaga su chi non diede il proprio assenso. Si potevano evitare problemi maggiori. Ma la politica si difese. Come oggi per Cosentino. E poi ci meravigliamo ancora una volta?

Così dal voto all’estero a quello regionale. Liste non ammesse e ulteriori amenità varie. La politica è anche raccolta di firme, burocrazia, rispetto delle leggi e dei regolamenti. O anche questi sono abbellimenti inutili? La politica ai suoi ultimi gradini è una persona che porta le carte. Carte importanti, in uffici importanti.

Mica solo salotti televisivi. E poi quando parlano gli uomini della politica, i tutto fare, i porta carte, si scopre un altro mondo. Si scopre la politica. Che giustamente qualche volta ha fame e fa a farsi un panino.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *