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Dal diario di MICROMEGA: L’ultima privatizzazione lombarda, quella delle regole

La campagna elettorale è una carovana con quattro valigie di cartone. Dentro ci stanno gli slogan da apparecchiare e i barattoli delle parole rubate: questa campagna di marzo è un rivolo di parole scippate.

La Lombardia, regina delle sfilate in centro con il vestito buono, galoppa veloce verso la privatizzazione come arma di massa per la disinformazione. Dopo avere privatizzato la scuola, la salute, la speculazione edilizia, il ruolo del governatore (perpetrato fino al ventennio), la Lombardia degli azzurri si prepara a privatizzare le notizie e le regole.

La privatizzazione come modus operandi lombardo rappresenta un modello anticostituzionale e antisociale. In questi anni di supremazia, il centro destra guidato da Formigoni è riuscito a scipparci la scuola e la sanità pubblica regalando dei servizi fondamentali, garantiti dalla Carta Costituzionale, ai privati. Ma c’è di peggio. La giunta regionale non solo ha svenduto dei diritti invendibili per definizione, ma ha anche smerciato la dignità dei cittadini.

So che per alcuni politici la dignità non ha alcun significato, ma avere una scuola funzionale, competitiva sul piano internazionale e veramente accessibile a tutti e un sistema sanitario che non deve invidiare nulla alle strutture private, riguarda molto la dignità di tutti, non solo di quelli che non hanno votato Formigoni.

Il modello lombardo che la maggioranza vorrebbe importare in tutto il paese è la proiezione malata di una insensata privatizzazione, che punta solo al profitto senza curarsi minimamente delle vere necessità dei cittadini.

Dobbiamo essere particolarmente attenti perchè i professionisti della politica sanno mentire senza mai tentennare. Dicono che il bonus regionale per la scuola paritaria (altro termine ingannevole) permette la libertà di scelta. Mi chiedo quale libertà di sceltà può avere un operaio di fronte a una retta di 8.000, 9.000 euro al mese con un contributo di soli 1.000 euro. Mi chiedo quale sia la libertà di scelta di un anziano che, spesso, per svolgere un esame clinico in una struttura pubblica deve aspettare tempi biblici, mentre pagando può ottenere lo stesso servizio in giornata.

Forse per Formigoni e i suoi seguaci la salute e l’istruzione sono diritti svendibili al miglior offerente, forse ha chiuso a doppia mandata la Costituzione in un cassetto e ha perso la chiave, forse ha semplicemente usato la fiducia di molti per accrescere il potere di pochi

da http://temi.repubblica.it/micromega-online/giulio-cavalli-lultima-privatizzazione-lombarda-quella-delle-regole/

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2 Responses to “Dal diario di MICROMEGA: L’ultima privatizzazione lombarda, quella delle regole”

  1. Caro Giulio,

    ma se Penati trasformasse la Regione Lombardia in una 'ndrina, tu cosa faresti?

    Posted by umberto pelliccia | 24 marzo 2010, 13:56

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