Il rischio di incentivare la ‘ndrangheta

Posted on aprile 7th, 2010 by Giulio Cavalli in Antimafia

Il movimento terra è una delle attività più citate nelle relazioni antimafia e meno conosciute tra la gente: è l’attività imprescindibile per ogni cantiere. Dove c’è da spostare sabbia, scavare, trasportare residui lì c’è un impresa per la movimentazione terra. Al nord (e in particolar modo in Lombardia) il movimento terra è il lembo del lenzuolo sotto cui trafficano e si arricchiscono le melme mafiose travestite da imprenditori. Si infilano nei subappalti come zanzare sotto la camicia e fingono l’espressione degli onesti faticatori. Oggi, in Lombardia, affidare il “movimento terra” a qualcuno di loro è il nuovo modo lombardo per pagare il pizzo fingendo di non accorgersene, è il compromesso nordico per “stare a posto” nella profonda Lombardia.

Gente come Marcello Paparo (entrato addirittura nei cantieri della TAV e con una bella Mercedes tutta bucherellata per un attentato scampato)  o gli uomini della cosca dei Barbaro-Papalia che pascolano tra Buccinasco, Corsico e Cologno Monzese (come racconta l’operazione “Parco Sud”) sono gli esempi più alti di una nuova strategia di business coperto dalla polvere delle macerie e dell’indifferenza. La terra vale oro e si nota poco.

Il procuratore capo di Milano, Manlio Minale, quando fa riferimento all’Expo 2015 chiarisce che «il punto che favorisce l’infiltrazione mafiosa è proprio la mancanza nei contratti d’appalto della voce sul movimento terra». Un business che, assieme al settore dello smaltimento dei materiali, rappresenta la porta d’ingresso delle cosche negli appalti. Anche perché, spiega Minale, «non c’è la necessità della certificazione antimafia ». Occore quindi rivedere le norme che regolano il settore, «la cui consegna – dice il magistrato – non può essere lasciata alla direzione dei lavori sui cantieri».

Ed è per questo che già da tempo ci siamo promessi di proporre con urgenza una legge regionale per rivedere quanto prima la regolamentazione.

Quello stesso movimento terra per il quale il presunto boss Salvatore Barbaro (figlio del più noto Mimmo l’Australiano) ha dichiarato “io ci ho una passione”. Roba che per farla “basta avere la terza media come scrivono i giornali, ma bisogna anche averci una certa precisione”.

Insomma, roba che scotta. Nonostante i piagnucolii dei guappi calabresi che si fingono lavoratori.

Oggi si mette in moto la macchina organizzativa degli incentivi. Un bonus totale di 300 milioni di euro che riguarda ciclomotori, cucine, elettrodomestici, abbonamenti a internet veloce, case ecologiche, motori marini e prodotti industriali, che produrrà – secondo il governo – benefici per un milione di famiglie. E spulciando tra i documenti del Ministero dell Sviluppo Economico si trova anche il settore “macchine agricole e movimento terra” per un importo totale di 20 milioni di euro fruibile come sconto del 10% dei macchinari in acquisto. Il provvedimento è firmato dai ministri allo Sviluppo economico Claudio Scajola, all’Economia e Finanze Giulio Tremonti e all’Ambiente Stefania Prestigiacomo e punta a favorire l’acquisto di prodotti innovativi e a basso consumo energetico.

Senza cadere nell’errore di banalizzare e criminalizzare un’intera categoria chiedo, fin da subito, che sia reso pubblico l’albo delle aziende che usufruiranno degli incentivi: i rivenditori e, per questo particolare settore, gli acquirenti finali.

Ci verranno a parlare di privacy, utilizzandola come una scusa impropria per coprire la trasparenza dei nomi. Quando, però, si erogano incentivi grazie al denaro pubblico, i cittadini hanno sempre il diritto di conoscere l’utilizzatore finale.

Intanto rischiamo di incentivare la ‘ndrangheta che si mangia l’Expo.

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6 Comments on “Il rischio di incentivare la ‘ndrangheta”

  1. Stefano Ungarelli

    Complimenti Giulio, questo è quello che ci si aspetta da un consigliere regionale, soprattutto in una Lombardia che si affaccia all’Expo. Aspettiamo con ansia l’insediamento del nuovo consiglio regionale per poterti vedere all’opera!
    Buon lavoro

  2. anonimo

    Ma devono pur ripagare in qualche modo tutti i voti che le mafie nelle diverse regioni del sud hanno fatto avere a loro durante le elezioni politiche, regionali, provinciali e comunali. Altrimenti mai e poi mai le diverse mafie del sud si sarebbero mosse. Niente si fa per niente. Ora è il momento di saldare parte dei conti. In proposito si parlava che anche in abbruzzo ci sono state imprese che si camuffavano da imprese oneste e invece dietro c’era la criminalità organizzata, ora al nord sta succededndo la stessa cosa. E sarà così per sempre. Hanno ragione i tedeschi che in un quotidiano scrivono che quando un magistrato riesce a processare qualcuno in Italia per un caso di corruzione o di collaborazione con la mafia ( quando ci riesce e lo lasciano lavorare ) di fronte alla marea infinita di corruzione è come una goccia nell’oceano.

  3. Simone

    Articolo interessante.
    Forse ripetitivo, ma d’altro canto è il tuo stile e la tua bandiera, e per quanto magari poco condivisibile è almeno da lodare.

    Da ingegnere delle costruzioni quale sono cerco di immaginare (visto che ne so poco) di quali siano le difficoltà del movimento terra. E qualche d’una m’è anche venuta in mente.

    Tralasciando tuttavia il fatto che nella sezione della tua presentazione personale non leggo nulla che accenni alle qualità tecniche per riuscire a gestire in modo ottimale un argomento che, come tu stesso definisci, è scottante (per via del fatto che non c’è una legge che vincola i capitolati sul movimento terra), ma non volendo io mettere in discussione la tua buona volontà che per mia esperienza so essere il cardine primo per far bene le cose (a differenza della cultura e della tecnica); vuoi, caro Giulio Cavalli, spiegarci in parole pratiche e per una volta semplici (tralasciando la tradizionale retorica tipica di casa IDV), come intendi muoverti per proporre la risoluzione a questo problema delle mafie/movimento terra?

    In altre parole (se per caso avessi scritto troppo complicato): ci spieghi cosa proporrai di concreto in giunta regionale per arginare questo problema?

  4. Filippo Resta

    Caro Simone, forse la sconfitta al ballottaggio ti ha reso meno simpatico di quanto già lo fossi a Caivano e poco capace di leggere bene: “Senza cadere nell’errore di banalizzare e criminalizzare un’intera categoria chiedo, fin da subito, che sia reso pubblico l’albo delle aziende che usufruiranno degli incentivi: i rivenditori e, per questo particolare settore, gli acquirenti finali.”.
    Non è difficile, sforzati.

  5. Simone

    Ringrazio Filippo Resta che risponde a nome di Giulio Cavalli.

    La sconfitta e la vittoria fanno parte della vita. E certe volte, per quanto uno si impegni, deve saper accettare di perdere.
    La cosa importante è giocare bene e, come ci ricordi sovente tu, pulito. Perchè è meglio una sconfitta ammettendo limiti e capacità senza scorrettezze al proprio conto e solo perchè “meno simpatico”, che una vittoria ottenuta con una campagna subdola illudendo i pensieri delle persone (magari giovani e meglio condizionabili) fatta magari attraverso l’impiego di strutture pubbliche.
    Ma queste cose le sai meglio di me, ed è per questo che 4363 persone ti hanno votato.

    La frase che Filippo Resta ha citato l’avevo letta, ma pensavo che ci fosse di più.
    Mi spiego: non vedo come rendere pubbliche quelle informazioni possa limitare o aiutare a combattere le mafie sui movimenti terra.
    Con questo non voglio dire che sia una manovra inutile, tutt’altro! E’ sicuramente qualcosa che, pur non ledendo informazioni di privacy (perchè trattando con il pubblico è giusto che ci sia trasparenza), potrebbe portare ad una facilitazione delle indagini.
    Ma francamente ripeto, data la mia ignoranza in tal senso, non capisco come.
    Posso domandare nuovamente un’approfondimento per sentire l’ipotesi di Giulio Cavalli secondo cui potrebbe risolvere la problematica?

  6. Filippo Resta

    “una campagna subdola illudendo i pensieri delle persone (magari giovani e meglio condizionabili) fatta magari attraverso l’impiego di strutture pubbliche”: non sono giovane e nemmeno condizionabile. Anzi, ti confesso, sono politicamente più vicino a te di quello che pensi ed ho espresso la mia preferenza a Cavalli. E non rispondo a nome di nessuno. Troppe manie depressive, io la chiudo qui. Pochi saluti.

    Filippo Resta per conto di Filippo Resta

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