TELECOSENZA su “Nomi, cognomi e infami” di Giulio Cavalli

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TELECOSENZA – E’ stato eletto consigliere regionale della Lombardia ma non si è fermato, Giulio Cavalli, autore ed attore teatrale impegnato contro la mafia, la camorra e la ‘ndrangheta. E per questo vive sotto scorta. Il teatro dell’Acquario di Cosenza lo ha ospitato con la sua Nomi cognomi e infami, un monologo in cui racconta storie di vero eroismo scritte da persone normali. Cavalli ricorda, per esempio, il giornalista Pippo Fava, Don Peppe Diana, il prete ucciso a Casal di Principe per il suo impegno contro la camorra, e il giudice Paolo Borsellino, saltato in aria assieme alla sua scorta mentre citofonava alla madre. Questa storia la racconta come una fiaba al suo bambino. Ma è una favola scassata, dice Cavalli. Prima dello spettacolo, è stato intervistato dal caposervizio della redazione cosentina della Gazzetta del Sud, Arcangelo Badolati. Ha parlato del suo teatro di impegno civile. E’ particolarmente toccante il suo racconto della morte di Bruno Caccia, magistrato dimenticato. I nomi e i cognomi dei mafiosi ci sono tutti nello spettacolo di Cavalli.

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