CORRIERE DI COMO su Giulio Cavalli

Quattrocento studenti dicono no alla mafia con il fratello di Borsellino

(a.cam.) Il rap di Jovanotti, le immagini delle vittime di mafia, Salvatore Borsellino che rievoca la speranza del fratello Paolo di poter respirare «un fresco profumo di libertà», gli applausi, le parole che diventano il filo conduttore di video pensati e realizzati dai ragazzi.

Quegli stessi ragazzi che gridano il loro “no” alla criminalità e promettono di impegnarsi a essere «protagonisti del cambiamento».

Parole che – in mezzo a oltre 400 studenti non solo attenti, ma visibilmente coinvolti – non suonano come il solito slogan, piuttosto come un impegno forte, una speranza in un futuro diverso. Un futuro che appare possibile, almeno per l’intera durata del convegno “Liberi dalla mafia”, organizzato ieri nell’aula magna del Politecnico da studenti e docenti del Caio Plinio.

L’ultimo atto di un lungo percorso che ha visto i ragazzi impegnati in un’analisi profonda della piaga della criminalità organizzata e della possibilità di sconfiggerla.

«Avevo perso la speranza dopo l’omicidio di Paolo – dice Salvatore Borsellino, fratello del magistrato ucciso nel 1992 – L’ho ritrovata solo grazie ai giovani, alla voglia dei ragazzi di lottare per un futuro diverso. C’è ancora molto da sapere sull’attentato costato la vita a mio fratello. E ciascuno deve sentirsi coinvolto nella lotta per la verità».

«Lo Stato siamo tutti noi – dice l’onorevole Angela Napoli (Pdl), della commissione Antimafia – Ciascuno di noi è chiamato a farsi garante del rispetto della legalità e a non delegare ad altri questa lotta».

L’attore Giulio Cavalli poi tocca nel vivo la sensibilità dei ragazzi. «Il vostro spinello del sabato sera – sottolinea – va ad arricchire la stessa mafia che voi pensate sia solo in altre regioni d’Italia. È con i piccoli comportamenti quotidiani che si è più o meno collusi con la criminalità».

dal CORRIERE DI COMO DEL 18/04/2010

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