LA STAMPA su A 100 PASSI DAL DUOMO

Com’è emozionante la cronaca in scena

MARIA GIULIA MINETTI

Sopraffatti dai troppi monologhi che ingombrano i palcoscenici negli ultimi tempi – un escamotage davanti alla scarsità di quattrini che spesso si ritorce contro chi l’ha escogitato – si è ben felici di segnalarne due che hanno invece un’autentica ragion d’essere. Si tratta di Il Signore del Cane Nero (Teatro Studio, largo Greppi, fino a domani, 24,50/21,50 euro, tel. 848-800304) e A cento passi dal Duomo (Teatro della Cooperativa, via Hermada 8, fino a venerdì, 15/7,50 euro, tel. 02-6420761): entrambi gli spettacoli fanno parte delgenere detto «teatro di narrazione » – gli italiani lo scoprirono anni fa in tv con Marco Paolini e il suo Vajont – e ciò che narrano Laura Curino nel Cane Nero e Giulio Cavalli in A cento passi è cronaca politica, storia recente e addirittura contemporanea del nostro Paese. Curino,con la regia di Gabriele Vacis, racconta la vicenda di Enrico Mattei, il fondatore dell’Eni e scopritore del metano in Val Padana che sognava la completa autonomia energertica dell’Italia, morto a 56 anni nel 1962 in un «incidente» aereo che solo nel 2004 la magistratura ha finalmente e documentatamente definito attentato (ma i nomi dei mandanti, che Pasolini diceva di conoscere senza le prove per accusarli, restano ignoti). Cavalli, su un testo del giornalista Gianni Barbacetto, narra la progressiva «presa» di Milano e del suo hinterland da parte di mafia e ’ndrangheta a partire, simbolicamente, dal funerale di Giorgio Ambrosoli, fatto uccidereda Sindona. «Ancor oggi – nota l’autore – le istituzioni cittadine si rifiutano d’ammettere la radicalizzazione delle cosche in Lombardia ». Gli spettacoli si avvalgono di foto, spezzoni di film, video, tg ed effetti sonori efficaci. Determinante l’accompagnamento al piano del jazzista Gaetano Liguori, che non solo «sostiene» il racconto di Cavalli, ma è addirittura all’origine dello spettacolo. Fu lui, infatti, racconta Barbacetto, a chiedergli di scrivere un testo sulla mafia a Milano da portare in palcoscenico con Cavalli, suo partner in altri spettacoli. Teatro per discutere, pensare, imparare. E mentre si ascolta, la tensione è sempre alta.

da LA STAMPA 29 APRILE 2010

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