Quasi 2000 persone all’incontro con Travaglio e Cavalli sulla mafia da sud a nord

OSCAR BORGOGNO – I ragazzi del presidio cuneese di Libera hanno presentato a Cuneo, insieme al giornalista Travaglio e all’attore Cavalli, la terza edizione del Campeggio Resistente a Valloriate, in valle Stura di Demonte dal 22 al 25 luglio.

Oltre duemila persone sono accorse in piazza Virginio per assistere all’incontro dedicato agli effetti della mentalità mafiosa sul territorio, nel nord come nel sud Italia. “Nel mio ultimo libro, Ad Personam”, ha spiegato Travaglio “mi sono divertito a raccogliere ed elencare tutte quelle leggi che negli ultimi 15 anni hanno devastato il principio d’eguaglianza, privilegiando, di volta in volta, ministri, Berlusconi, aziende, ma anche e soprattutto le mafie”.

Se si legge il “papello”, la carta di dodici punti che nell’estate del ’92 Totò Rina consegnò al colonnello Mario Mori e a imprecisati “esponenti politici”. Questi punti (annullamento del carcere duro 41 bis, revisione sentenze del maxi processo di Falcone e Borsellino, chiusura super carceri, niente censura posta dei famigliari, e via pretendendo), scandisce Travaglio “sono stati tutti resi operativi o tentati dai vari Governi che si sono alternati alla guida del Paese”.

L’unica cosa “che nemmeno Riina ebbe il coraggio di richiedere allo Stato, pure a lui infatti sembrava eccessivo, era la norma che il Governo vuole ora approvare contro l’uso delle intercettazioni per individuare i delinquenti”, dice il fondatore del Fatto Quotidiano.

Alcuni, però, ribattono che le intercettazioni su reati di mafia non sono state vietate. Risponde Travaglio: “E come diavolo si fa a sapere se uno è stato crivellato di colpi dalla ragazza cornuta o da un mafioso? I killer di solito non lasciano un post-it sul cadavere specificando se sono dei mafiosi, e dove li si può gentilmente ricevere”.“Troppo spesso si ha la convinzione, falsa, di sapere per davvero cosa sta succedendo in Italia. Purtroppo questa è soltanto un’illusione. Dobbiamo pretendere un’informazione libera e indipendente”. Standing ovation tra le oltre 2000 persone del pubblico.

La parola passa poi a Giulio Cavalli, attore che ha collaborato per molto tempo con Dario Fo e da alcuni anni è sotto scorta per aver denunciato i crimini delle mafie nei suoi spettacoli (Do ut des) e ora è consigliere regionale in Lombardia. “Io mi incazzo quando si parla di un federalismo della mafia: trattare di una mafia del nord diversa da una sorella del sud non ha senso. La mafia è illegalità e prepotenza, dappertutto. Resistere ad essa significa anche fare nomi e cognomi, alzare la voce: sapete cosa succede tutte le mattina e Cuneo, Padova, Torino, Milano e in tutto il nord? Un’orrenda tratta del mercato nero. Vogliamo poi parlare delle tangenti che si pagano sul cemento? Questa è la mafia!”.

Spiegando poi i motivi che lo hanno portato a scendere in politica, racconta: “Un giorno lessi un’intervista alla Moratti, sindaco di Milano, in cui affermava circa i miei spettacoli che la politica non ha tempo per ascoltare gli artisti. Allora decisi di candidarmi”. Prima della conclusione, è stato lanciato un ultimo appello: “Spesso ci si chiede cosa si può fare nel nostro piccolo per cambiare questo disastro. Un buon modo è partecipare alle attività di Libera, tra le quali il prossimo Campeggio Resistente che porterà a Valloriate giornalisti, parenti di vittime di mafie, associazioni e decine di gruppi musicali: tutto all’insegna di una nuova politica, della responsabilità civile e della sua bellezza”.

Per informazioni sul Campeggio Resistente, organizzato da Libera, 33Giri, Anpi con la collaborazione dell’Istituto storico della Resistenza e della Fondazione Nuto Revelli oltre al patrocinio dei Comuni di Cuneo e Valloriate: www.liberacuneo.liberapiemonte.it, liberacuneo@libero.it, www.campeggioresistente.org, campeggioresistente@libero.it.

DA http://www.cuneocronaca.it/news.asp?id=28620&typenews=primapagina

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