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Arte

Giulio Cavalli al Primo raduno nazionale dei giovani di Libera

Giovani attivisti antimafia da tutta Italia si incontrano in una cascina confiscata

TORINO

Bici, tende, teatro, conferenze e la forza esplosiva di migliaia di ragazzi. Così i giovani di Libera, l’Associazione contro le mafie fondata da Don Luigi Ciotti, hanno pensato il loro primo raduno nazionale, che si terrà dal 4 al 10 luglio a Volvera (To). Oltre 150 giovani, provenienti da tutta Italia si incontreranno a Cascina Arzilla, un casolare di 400 mq circondato da 4000 metri quadri di terreno confiscato alla mafia. Il comune ha messo a disposizione dei partecipanti oltre 150 biciclette per spostarsi all’interno del paesino

In questa prima edizione i giovani lavoreranno sul tema «Occhi aperti per costruire la giustizia», che verrà affrontato con metodi alternativi che vanno dalla musica al teatro, dal design ai social network. Don Luigi Ciotti, presidente dell’Associazione, incontrerà i giovani, mentre oltre 50 personaggi legati alla lotta alle mafie prenderanno parte in prima persona alle discussioni.

Saranno presenti rappresentanti del network come Marcello Cozzi, Davide Mattiello, Francesca Rispoli; testimoni di Giustizia tra cui Piera Aiello, Pino Masciari, Vincenzo Conticello; giornalisti come Roberto Morrione, Nando Dalla Chiesa e Pino Maniaci; e Gian Carlo Caselli, magistrato da sempre in prima linea nel contrasto alle mafie.

Al termine delle giornate, e per tutta la durata del raduno, Cascina Arzilla ospiterà il Festival Orme, dedicato alla testimonianza e all’impegno civile. Sette giorni di arte e cultura, attraverso musica e teatro. L’impegno civile tradotto in teatro grazie ai contributi di ACTAS, con «Un uomo vestito di Bianco», spettacolo dedicato a Mauro Rostagno, giornalista ucciso dalla mafia nel 1988; Giulio Cavalli, regista e attore teatrale che porterà in scena «Nomi, Cognomi e infami»; Rosario Esposito La Rossa e Maddalena Strornaiuolo con «Croci Rosa»; «Poliziotta per amore», spettacolo di Nando Dalla Chiesa interpretato da Beatrice Luzzi; l’associazione Viartisti con «Letture sul tema della testimonianza»; l’associazione Stregatocacolor con «Una canzone per Marinella». E poi la musica, grazie alle note degli ‘A67, gruppo napoletano e degli Harry Loman, band torinese.

Il festival sarà concluso da uno spettacolo teatrale a cura dell’Associazione Orme dedicato a Rita Atria, testimone di giustizia a cui è intitolato il bene di Volvera. Il festival Orme sarà inoltre caratterizzato dall’esposizione e dalla distribuzione delle opere realizzate dallo IED di Torino .

http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/appuntamenti/articolo/lstp/261252/

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