PERSINSALA su Giulio Cavalli e la prossima stagione del Teatro della Cooperativa

Una programmazione intensa, molteplici collaborazioni, radicamento sul territorio, impegno sociale e politico, quote rosa al 90%: tutto questo e molto più da ottobre al Teatro della Cooperativa.

“Davanti il deserto dei Tartari. Dietro il deserto dei Tartari. A sinistra il deserto dei Tartari, a destra il deserto dei Tartari. E in mezzo lui, il Comandante Renato Armstrong Buster Sarti”. Paolo Rossi docet esprimendo al meglio l’impegno profuso da Renato Sarti e dal Teatro della Cooperativa in questi dieci anni di attività nel quartiere storico e insieme popolare di Niguarda. In questo anniversario, quindi, si può finalmente affermare che la scommessa seppur azzardata è stata vinta e che, contemporaneamente, altre realtà piccole, auto-organizzate e auto-prodotte, sperimentali e di qualità hanno fatto capolino sui palcoscenici milanesi, che nel frattempo si sono moltiplicati, riportando il teatro in periferia – tra le persone che solitamente si appisolano davanti alla tv – e fuori dalle sedi dell’establishment, come Giorgio Strehler aveva già utopisticamente previsto – nel senso di vedere prima e non di sognare aldilà delle possibilità storiche.

Quella che partirà da ottobre sarà una stagione oltremodo ricca, dedicata a Teresa Sarti Strada – Presidente di Emergency, scomparsa l’anno scorso – e che proprio a quella donna straordinaria in certo modo si rifà ponendo al centro delle proprie scelte sia a livello di produzioni che di compagnie ospiti, spettacoli che affrontano temi quali la pace e la guerra, l’autodeterminazione femminile e la differenza di genere, il diritto al lavoro e il rispetto della differenza perché, come Cecilia Strada ha detto: «Mi piace il coraggio del Teatro della Cooperativa di parlare delle cose che non trovano spazio altrove». E allora ecco che oltre il 90% delle pièce sono firmate da autori contemporanei, che le donne diventano protagoniste con le loro storie e la loro visione del mondo, e che si moltiplicano le collaborazioni con le altre giovani e interessanti realtà milanesi. Dal Teatro i che propone a Niguarda Mi chiamo Roberta, ho quarant’anni, guadagno duecentocinquanta Euro al mese (che indaga l’universo in via di espansione del precariato) all’A.T.I.R. che va in scena con Trilogia – Incontri con epoche straordinarie (tre spettacoli che ci rammentano quel passato prossimo che può regalarci i mezzi critici per afferrare il presente). Mentre Muri – prima e dopo Basaglia, una produzione Teatro della Cooperativa, debutta al Teatro Grassi con la splendida Giulia Lazzarini nel ruolo di protagonista unica, la Trilogia del Benessere di Renato Sarti sarà ospitata al Teatro Ringhiera e Chicago Boys tornerà in scena, ma all’Elfo Puccini. Scambi, mescolanze, modi per offrire al pubblico spettacoli diversi e far conoscere a tutti “cosa succede in città”.

Dividendo invece per tematiche il programma, bisogna segnalare per le “quote rosa” Diventare uomo – Frammenti estremi di donne albanesi, in bilico tra reportage, racconto scritto e cinematografico e musiche firmate da Gaetano Liguori, Tempo indeterminato (sguardo al femminile sul mondo del lavoro), Mattatoio di Marco Di Stefano (centrato sulla dicotomia tra benessere e povertà: due universi a confronto dove il fulcro è il corpo della donna, da una parte, e i bisogni – autentici o indotti – del necessario per vivere e di maternità, dall’altra), il sempre verde Sesso grazie, tanto per gradire e Pheadra’s Love di Sarah Kane e, ancora, I buchi nel cuore, sulla violenza contro le donne (perché è bene sempre tener presente che in Italia una donna ogni tre giorni muori a causa di un uomo e spesso quell’uomo è il padre, il marito, l’ex o il fidanzato – raramente l’estraneo, l’immigrato che i telegiornali amano sbattere nei titoli di testa). Due appuntamenti da non perdere sulla nostra storia contemporanea con AUT – un viaggio con Peppino Impastato e L’innocenza di Giulio – Andreotti non è stato assolto di Giancarlo Caselli, Carlo Lucarelli e Giulio Cavalli. Mentre, sul tema della guerra, sono da segnalare le due produzioni della Fondazione Emergency, StupidoRisiko – una geografia di guerra e Farmageddon, e la prima nazionale Miles Gloriosus – ovvero: morir d’uranio impoverito che ci accompagneranno uno di seguito all’altro dal 9 al 17 maggio.

Spazio anche alla musica con Donna… jazz… e dintorni!, Mama Africa – Omaggio a Miriam Makeba e il ciclo Ascolto improvviso. Mentre la comicità intelligente e la satira impenitente è affidata alla Rassegna di teatro, satira e canzone d’autore, curata dallo stesso Sarti e da Flavio Oreglio, a Chi non pensa come noi – Comicità & Canzoni di e con Alberto Patrucco – accompagnato dalle musiche di Georges Brassens – e al ritorno di Diego Parassole, dopo il successo di Che bio ce la mandi buona, con I consumisti mangiano i bambini.

Un decennale pirotecnico per festeggiare il Teatro della Cooperativa e ricordare Teresa.

di Simona Maria Frigerio

http://www.persinsala.it/teatro/teatro-della-cooperativa-stagione-2010-2011/807

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