DA VARESENOTIZIE: Giulio Cavalli: Varese non si salva dalla ‘ndrangheta

VARESE – Si è concluso nel migliore dei modi il Weekend con Libera, della Festa Democratica alla Schiranna. L’ultima serata, 11 luglio, ha visto la partecipazione dell’attore Giulio Cavalli con il suo “A cento passi dal Duomo”.

NOMI, COGNOMI E FACCE

Uno spettacolo che ha portato a Cavalli la notorietà, ma al quale ha anche sconvolto la vita. Perché “A cento passi dal Duomo” è la storia, documentatissima, della mafia in Lombardia. Una storia dove i protagonisti e le loro bassezze vengono citati senza sconti, una storia in cui uomini politici e uomini dei clan si mescolano e vanno a cena insieme. Una storia in cui i boss e i picciotti, “con le mani sporche di provola e merda”, come dice l’attore, piano piano si ripuliscono e si presentano al mondo, oggi, con la faccia pulita e attraente degli imprenditori ricchi e potenti. Ma questa storia, raccontata con nomi, cognomi e facce, ha costretto Giulio Cavalli a vivere sotto scorta, perchè minacciato pesantemente.

VARESE E MALPENSA

Varese non viene risparmiata: un ampio capitolo dello spettacolo è dedicato a Malpensa, agli omicidi recentemente avvenuti tra Ferno e Lonate Pozzolo. E a proposito di Malpensa viene nominato il “principe nero”, uno dei boss più potenti della Lombardia, Vincenzo Rispoli, che oggi è a piede libero e ancora in grado di “spostare con un gesto duemila persone”, come dice Cavalli. Ma anche la politica varesina viene coinvolta nel testo dell’attore lodigiano, che cita il consigliere provinciale Massimiliano Carioni, Pdl, come partecipante inconsapevole ad una cena insieme ad alcuni boss della propria zona, Somma Lombardo.

VARESE VUOLE LIBERARSI

La politica fa parte anche della vita dell’attore lodigiano, che è anche consigliere regionale per l’Italia dei Valori. Si era candidato anche a Varese perché, come aveva dichiarato a VareseNotizie, “Milano, Monza e Varese solo le tre provincie a più alta infiltrazione mafiosa”. Un’accusa pesante per il nostro territorio ma, purtroppo, dimostrata da atti, intercettazioni, sentenze. Del resto, Varese è una provincia ricchissima, che in poche decine di chilometri raccoglie un hub internazionale e il confine con la Svizzera. Ma l’impegno antimafia, la volontà di combattere il fenomeno o, quantomeno, di prnderne consapevolezza c’è anche qui: il successo di questo week end dedicato al tema lo dimostra. Per fortuna.

Chiara Frangi

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