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Politica

Stefano Boeri: nomi e facce sul cielo di Milano

Oggi leggo le agenzie, apro la posta e annuso che è iniziata la campagna elettorale per Milano. Penso: finalmente. Ma la partenza è un po’ troppo a strappi per essere un buon inizio. Milano è così: bulimica di nomi e facce nuove e anoressica quando si tratta di ascoltare contenuti e posizioni.

Al contrario di come scritto da qualcuno questa mattina non ho niente contro la candidatura di Stefano Boeri anzi, credo che ogni nuovo “ingresso” nella corsa per Palazzo Marino possa solo aggiungere temi e modi ad un dibattito che ha bisogno di essere sempre vivo per stare al passo.

Mi sia concesso almeno di non mettermi in fila tra questa coda di incensanti e di incensati della prima ora su un candidato che da oggi è sugli scaffali e che ora deve farsi assaggiare in tutti i suoi ingredienti: Stefano Boeri ha annunciato di essere del gioco con una telefonata d’oltreoceano, questo non mi serve e non mi basta. Ritorni con calma (non troppa), affitti una sala, convochi una conferenza stampa, indìca un’assemblea e ci racconti cosa vuole fare, che piano ha sul tema del lavoro, come vuole rivedere i pesi delle scuole pubbliche e private, cosa pensa della privatizzazione dell’acqua, quali sono le sue visioni su rifiuti e inceneritori, quanto crede in un serio piano di raccolta differenziata, che ruolo vuole dare alla città nella grande sagra dell’Expo (e soprattutto come intende utilizzare le infrastrutture “dopo Expo”), ci dica come costruire l’equilibrio tra il diritto all’integrazione e il dovere di sicurezza, illustri come valorizzare l’eccellenza universitaria milanese salvando lo studio e la ricerca dai tagli del Governo, disegni dove e come vuole mettere il verde che serve per fare respirare questa città e come rivitalizzare i quartieri prima che appassiscano in ghetti. E, senza risentimenti di nessuno, ci racconti tutto (ma proprio tutto) delle “compatibilità” con la Giunta Moratti sull’idea architettonica di Expo, delle “pieghe di collaborazione” con il padre padrone dell’edilizia milanese Salvatore Ligresti (in una Milano sempre meno credibile nell’housing sociale) e renda sgombro il campo del suo ruolo nel G8 a La Maddalena da ombre. Senza pregiudizi o processi intentati ma per il dovere di spazzare le nuvole che da troppi anni stanno sopra Milano.

Come dice Fabio Pizzul (consigliere regionale del Pd, quindi al di sopra di ogni sospetto): “Per lui un atto di coraggio non da poco e Milano ha bisogno di persone che si mettano in gioco rischiando in prima persona [...] Le primarie per la scelta del candidato della coalizione di centro sinistra non possono allora limitarsi ad essere una competizione tra “faccioni”, devono diventare l’occasione per mettere a confronto idee e progetti che il vincitore potrà poi assumere in una sintesi arricchita dalla sana competizione. Bando allora alle appartenenze e via alla gara sulle idee”.

Facciamo posare questa fastidiosa polvere di entusiasmo fatto di gridolini e reggiseni e ascoltiamo le idee. Le idee, appunto.

P.S.

Tra le altre cose molti mi segnalano che avremmo dato un aut aut alla coalizione su UDC del tipo: o noi o loro. Falso. Più semplicemente noi non correremo con loro.

In ultimo qualcuno avrebbe detto che Italia Dei Valori stia candidando Cavalli. Falso. Più semplicemente Italia Dei Valori a Milano ha deciso le proprie priorità di programma, ha espresso posizioni dai laboratori politici, ha accolto e sposato alcune istanze di movimenti e comitati cittadini e ci metteremo intorno al tavolo con le idee chiare. Mica per parlare di Cavalli. Delle idee, appunto.

Altro che ti potrebbe interessare:

  1. LOMBARDIANEWS su Milano: oltre ai nomi le idee

Discussion

4 Responses to “Stefano Boeri: nomi e facce sul cielo di Milano”

  1. Cavalli non ti fare indottrinare da zamponi, la tecnica di andare da soli al primo turno per avere voti in più è un'operazione subdola. se non vi riconoscete col centrosinistra ditelo chiaro e tondo e prendetevi le responsabilità di spaccare il centrosinistra

    Posted by marco | 4 settembre 2010, 23:56
  2. la canditatura di Boeri mi sembra politicamente inadeguata e non ci porterà la vittoria, a meno che la Moratti non continui stolidamente a fare quello che sta facendo (ma in questo caso la sostuiranno con Albertini, probabilmente, ricomprando così anche la sua fedeltà, e alla Moratti il ministero dello sviluppo economico, dove continuerà a far danni come ovunque è andata).

    Detto questo.

    Almeno sulla Maddalena Boeri ha già parlato, e in tempi non sospetti.

    Si veda qui:

    http://www.abitare.it/highlights/alcune-riflessio…

    Posted by marco | 3 settembre 2010, 12:59
  3. Ciao Giulio,

    secondo me l'udc milanese(Tabacci) è diverso da quello nazionale

    http://redstripe2010.blogspot.com/2010/09/dario-f…

    bisogna vincere mica apparire :)

    Con stima

    Nice

    Posted by Nice | 2 settembre 2010, 19:08

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  1. [...] http://www.giuliocavalli.net/2010/09/02/stefano-boeri-nomi-e-facce-sul-cielo-di-milano/  [...]

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Le mie foto, i miei posti

  • Giornata di formazione con Libera al Liceo Cavalieri. Per saper scegliere.
  • La campagna di disarmo.org per dire STOP ai caccia F35: 183 asili spesi in armi.
  • Gli ultimi preparativi della scena. Anche stasera l'innocenza di Andreotti. Sul palco.
  • Andiamoci a prendere il cambiamento. Senza paure ma con l'orgoglio in questo tempo di grigi di essere differenti. Per costruire un 'sentire' comune come nuovo, urgente bene comune.
  • Un po' di sole, una raggera d'angelo, | e poi la nebbia; e gli alberi, | e noi fatti d'aria al mattino. (Salvatore Quasimodo, Acque e terre)
  • Potrebbe essere perfettamente lo 'stato' del Teatro italiano
  • In camerino del Teatro Asta di Vicenza. Con Libera per salire in scena con i nomi, i cognomi e gli infami e provare ad esercitare la memoria, e non limitarsi a commemorarla.
  • Dormo per gran parte dei giorni del mio anno in stanze in affitto per una notte o due. Se perdessi una briciola a notte sarei come Pollicino a contare le tappe sperando in un buon arrivo. Ed è una favola misteriosa e buona.
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  • Un tramonto da bilancio di fine anno.
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