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NOMI, COGNOMI E INFAMI – Il trailer del libro

http://www.youtube.com/watch?v=OXJFVj3BnYo

In libreria dal 13 ottobre:

Il libro di Giulio Cavalli non è un libro come gli altri. Nomi, cognomi e infami è il diario impersonale di un anno di storie incrociate in una tournée che è scesa dal palco per diventare la sua storia: quella di un attore di teatro che vive sotto scorta da due anni. È un viaggio nel tempo e nello spazio che accompagna il lettore dall’attentato di via D’Amelio al sorriso di Bruno Caccia, dalle parole di Pippo Fava all’omicidio di don Peppe Diana passando attraverso il coraggio di Peppino Impastato, Rosario Crocetta e i ragazzi di Addiopizzo, fino a svelare la presenza della mafia al Nord che l’autore è stato tra i primi a denunciare. È anche una storia corale dedicata alle 670 persone che oggi nel nostro Paese vivono sotto tutela. È una rivoluzione morbida contro coloro che, abituati a comprarsi giudici, onorevoli, senatori, funzionari, sindaci, imprenditori, giornalisti, sanno bene che nulla possono contro la parola, quel mitra senza proiettili che instilla germi; germi di consapevolezza, germi di coscienza, germi di libertà. È una ninna nanna recitata per tenerci tutti svegli, mentre urliamo che disonorarli, comunque, è una questione d’onore.

“Credo che la scorta migliore che si possa dare a Giulio sia proprio quella di fargli sapere che siamo in tanti ad apprezzare quello che fa e che quindi le minacce che qualcuno gli rivolge le rivolge a tutti noi.” Marco Travaglio

“La lingua dell’arte ha in Cavalli un interprete d’eccellenza. Da tempo porta in scena, dei mafiosi, ‘il loro essere osceni’. Da tempo conduce contro le mafie ‘la battaglia di parola’. Il suo è un ‘antiracket culturale’
consapevole che le difficoltà della stagione che il nostro Paese vive, lungi dall’imporre il silenzio, richiedono appunto – qui e ora – la parola.”
Gian Carlo Caselli

Giulio Cavalli, nasce a Milano nel 1977 e nel 2001 fonda a Lodi la compagnia Bottega dei Mestieri Teatrali. Nel 2006 Paolo Rossi lo spinge a salire sul palco, segnando l’inizio della sua vita di “narratore”. Nel 2007 debutta al Piccolo Teatro di Milano con Linate, 8 ottobre 2001: la strage, al quale seguirà nel 2008 Do ut Des, spettacolo teatrale su riti e conviti mafiosi. A causa di questo spettacolo inizia a ricevere le prime minacce. Nel 2009 porta in scena A cento passi dal Duomo, scritto con il giornalista Gianni Barbacetto. Sempre nel 2009 il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano lo invita al Quirinale per esprimergli solidarietà e sostegno. Nel gennaio 2010 gli viene consegnato il premio Pippo Fava. Attualmente calca le scene con Nomi, cognomi e infami, i cui monologhi sono raccolti in questo libro.

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  1. [...] con me” di Serena Dandini, puntata del 2 dicembre. Giulio presenta il suo nuovo libro, “Nomi Cognomi e Infami“, e recita un estratto del suo ultimo spettacolo. 6 dicembre, 2010 | Category: notizie | [...]

  2. [...] la pochezza intellettuale e umana di boss e guappi mafiosi. Giulio Cavalli, autore  del volume “Nomi, Cognomi e Infami”, per i tipi Verdenero, racconta a Diritto di Critica quale sia lo “stato” e le [...]

  3. [...] appena uscito il libro “Nomi, Cognomi e Infami“, di Giulio Cavalli. Giulio ha 33 anni ed è, [...]

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Le mie foto, i miei posti

  • Il 3 marzo 2012 a Milano presso il Teatro della Cooperativa (dalle 14.30) il consigliere regionale Giulio Cavalli (SEL) lancia l’iniziativa NON MI FERMO attraverso una “agorà” dedicata a etica e politica. All’evento interverranno, fra gli altri, Luigi De Magistris, Sonia Alfano, Daniele Biacchessi, Loris Mazzetti, Jole Garuti, Giovanni Giovannetti, Vladimiro Boselli.  L’evento, il primo di una serie che toccherà altre importanti città, nasce con l’obiettivo di creare un luogo di analisi e confronto sempre in fieri dove cittadini e comitati possano esprimere esperienze e idee alle quali corrispondere poi azioni concrete attraverso mozioni, ordini del giorno e proposte di legge. “Un luogo dove riaffermare il primato della politica. Della buona politica. Soprattutto quella che ci arriva dall’attivismo, dalla cittadinanza e dai comitati”. Fra i temi che saranno affrontati il 3 marzo: la difesa del mandato costituzionale, la tutela del territorio, il diritto e il reddito di cittadinanza, la legalità, il consumo solidale.
  • Alba lodigiana. Oggi. Sopra al primo caffè.
  • Bisogna avere ancora un caos dentro di sé per partorire una stella danzante (F. Nietzsche)
  • La banalità del male non fa altro che smutandare la nostra poca consapevolezza del bene
  • Le mafie si sconfiggono con la bellezza (incontro Circolo SEL Nord Pavia)
  • Sotto il cielo di Lombardia l'amore di tutti nonostante Formigoni
  • I banchi della maggioranza durante la discussione della legge antikebab. Fuori manifestano i lavoratori.
  • Che la pietà non vi sia di vergogna (F. De André)
  • La lettera della figlia di un padre sotto la torre.
  • Giornata di formazione con Libera al Liceo Cavalieri. Per saper scegliere.
  • La campagna di disarmo.org per dire STOP ai caccia F35: 183 asili spesi in armi.
  • Gli ultimi preparativi della scena. Anche stasera l'innocenza di Andreotti. Sul palco.
  • Andiamoci a prendere il cambiamento. Senza paure ma con l'orgoglio in questo tempo di grigi di essere differenti. Per costruire un 'sentire' comune come nuovo, urgente bene comune.
  • Un po' di sole, una raggera d'angelo, | e poi la nebbia; e gli alberi, | e noi fatti d'aria al mattino. (Salvatore Quasimodo, Acque e terre)
  • Potrebbe essere perfettamente lo 'stato' del Teatro italiano
  • In camerino del Teatro Asta di Vicenza. Con Libera per salire in scena con i nomi, i cognomi e gli infami e provare ad esercitare la memoria, e non limitarsi a commemorarla.
  • Dormo per gran parte dei giorni del mio anno in stanze in affitto per una notte o due. Se perdessi una briciola a notte sarei come Pollicino a contare le tappe sperando in un buon arrivo. Ed è una favola misteriosa e buona.
  • La scenografia che sogno per il mio nuovo spettacolo.
  • Un tramonto da bilancio di fine anno.
  • Questo Natale scopro una passione innata per le cose sgarruppate. Sono la bellezza da confiscare.

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