Il pizzo sul set

A proposito anche del recente caso della fiction Gomorra andata in onda su Sky (ne scrivevo giusto qui) quello che mi lascia più perplesso sulla questione del pizzo dovuto mentre si girano film in alcune zone è (anche qui, come sempre) che ci si stupisca di un fenomeno negato ma frequente. Basterebbe ascoltare cosa dice il magistrato della DDA di Palermo Francesco Del Bene:

“Ci siamo veramente liberati del condizionamento del pizzo nel cinema? Da magistrato sono pessimista. Sarebbe opportuna una rivoluzione copernicana, denunciare ogni pressione e smettere di fare i sudditi”

Il magistrato ha ricostruito il racket sui set cinematografici, dall’imposizione di comparse e operai fino all’inchiesta che ha portato all’arresto di 41 affiliati al clan della Noce per aver chiesto il pizzo ai produttori di Magnolia fiction, durante le riprese a Palermo della serie televisiva “Il segreto dell’acqua”, con Riccardo Scamarcio. “Ho scoperto che prima dei casi più recenti come con la produzione Magnolia – ha aggiunto Del Bene – avevano chiesto il pizzo anche a Francis Ford Coppola durante le riprese de ‘Il padrino’, al punto da costringere la produzione a spostarsi da Palermo nel Messinese. Era tanto tempo fa, ma le cose non sono molto diverse oggi”. All’incontro erano presenti anche Pina Maisano Grassi e Pif, regista de “La mafia uccide solo d’estate”. “Spero che Pif sia il futuro – ha proseguito il magistrato Del Bene – ma credo anche che a Pif non abbiano chiesto il pizzo proprio perché è lui e se ne conosce l’orientamento, mi chiedo se a una società sconosciuta del Nord sarebbe successo lo stesso”.

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