Aldo Semerari, la psichiatria al servizio dei boss

600978882005HIG_5_227X349_exactCorrado De Rosa ha scritto un bel libro sul “cattivo maestro” Aldo Semerari:

Aldo Semerari: «Era lo psichiatra dei boss», dice. «Semerari negli anni ’70 era coinvolto in tutta una serie di torbide vicende. Eseguiva delle perizie con cui i mafiosi potevano ottenere l’impunità. Garantiva ai criminali una serie di privilegi attraverso escamotage come il vizio di mente, la seminfermità, la sospensione dei processi o l’incompatibilità con il carcere».

Psichiatri che in cambio di perizie falsate ottengono favori dalla mafia. Quali?

«Semerari cercava di sfruttare la banda della Magliana. Grazie alle sue perizie lo spaccio, i sequestri e le rapine potevano continuare a condizione che parte del profitto andasse al suo movimento eversivo che si chiamava “Costruiamo l’azione”. Era uno dei teorici dell’eversione nera tra i neofascisti romani. Questo è il motivo per cui fu anche arrestato per la strage di Bologna».

In che modo quindi Cosa nostra usa la follia?

«Viene utilizzata per tre motivi: per ottenere benefici di giustizia attraverso perizie compiacenti. Per delegittimare. E infine per trattare. Per esempio quando Provenzano simulò il suicidio nel 2012, in realtà non stava tentando di ammazzarsi ma di dire allo Stato: venite a parlare con me. O quando negli anni ’80, dopo il sequestro di un assessore democristiano, i servizi segreti si rivolsero alla Camorra per negoziarne la liberazione: questo fu il paradigma della trattativa Stato-mafia. In cambio Raffaele Cutolo, boss della Camorra, chiese appalti, finanziamenti e un pacchetto di perizie psichiatriche compiacenti».

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