Il partito della polizia

9788861904613_il_partito_della_polizia_3d_chiarelettereVale la pena leggere un libro, di questi giorni: l’ha scritto Marco Preve ed entra nei particolari del sistema trasversale che nasconde la verità degli abusi e minaccia la democrazia. Perché uno Stato che teme le forze di polizia piuttosto che rispettarle è uno Stato che ha debolissime radici di democrazia.

Lo trovate qui.

Imputati. Condannati. Premiati. Nessun abuso può essere commesso contro cittadini inermi. Se non è così, i responsabili devono saltare. In Italia ciò non è avvenuto. E continua a non avvenire, dai tempi delle torture alle Br fino alle morti di Cucchi, Aldrovandi, Uva e molti altri: la polizia non garantisce la sicurezza, la politica non sorveglia, la stampa non sempre denuncia, la magistratura non sempre indaga. Perché questa anomalia? Come rivela Filippo Bertolami, poliziotto e sindacalista, “negli ultimi anni si è assistito al paradosso di un sistema capace da un lato di coprire e premiare i colpevoli di violenze e insabbiamenti, dall’altro di punire chi ha ‘osato’ mettersi di traverso”. Vince la paura. Il partito della polizia è troppo forte. Intanto le auto rimangono senza benzina e gli agenti continuano ad avere stipendi da fame mentre vengono assegnati appalti miliardari. Il partito della polizia è anche il partito degli affari.

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