La Svizzera nella preistoria dell’antimafia

Per tutti quelli che vedono l’Italia come fanalino di coda di qualsiasi cosa e in primis nell’applicazione delle leggi vale la pena sottolineare come in Svizzera (angolo tanto caro alle mafie che nascondono i soldi in mezzo a tanti soldi perché si notino il meno possibile) sia praticamente impossibile condannare una persona per “associazione mafiosa”. Lo spiega bene il procuratore generale della Confederazione, Michael Lauber:

“La semplice appartenenza ad un’organizzazione criminale non è sufficiente per una condanna”, precisa Lauber in un’intervista diffusa oggi dalla “NZZ am Sonntag”. Bisogna provare che la persona abbia sostenuto concretamente l’organizzazione con attività criminali.

Nell’autunno 2012 è stata presa una decisione di principio sul tema. Da allora, vengono aperte procedure solamente in presenta di fatti provati. “In tutti gli altri casi, non apriamo procedure. Non possiamo più partire all’avventura”, ha detto il procuratore.

Lauber propone al Parlamento di modificare la legge, in modo da rendere la lotta al crimine organizzato più efficace. “L’articolo del Codice penale svizzero sulle organizzazioni criminali è molto difficile da applicare alle strutture mafiose”, ha sottolineato.

5 Comments

  1. albi

    se ho capito bene:
    Se qualcuno in Italia fa quello che fanno le banche svizzere verrebbe condannato per ricettazione e altro.
    Se lo fanno le banche svizzere va bene perche’ la legislazione svizzera lo consente.
    E allora e’ corretto parlare di stati ricettatori ??

  2. è verissimo. La Svizzera è un vero e proprio paese di Bengodi per il ricco mafioso che voglia investire impunemente. Se poi, già che c’è, ottiene di risiedere e da lì tira le fila di qualche organizzazione, difficilmente è possibile incastrarlo. Ne sono coscienti alcuni magistrati, ma la maggior parte non lo percepisce come un problema.

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