3707 (tremilasettecentosette)

È un allarme grandissimo, ma pare passi come notizia secondaria: 3707 minori migranti sono spariti in Italia. È gravissimo. Un numero enorme: quattro cifre che rappresentano, due occhi bambini che hanno visto di tutto e girano, soli, col freddo, chissà dove, alla ricerca di una vita possibile.

Sono ragazzi entrati nel nostro paese ed è quindi nostro dovere occuparci di loro, è nostro dovere accorciare i tempi che intercorrono tra lo sbarco, la nomina di un tutore e l’accoglienza definitiva. Si tratta di ragazzi che hanno alle spalle viaggi allucinanti ed esperienze drammatiche, arrivati in un paese sconosciuto, con il problema aggiuntivo di dover restituire i soldi che si sono fatti prestare per il viaggio. Ovviamente sono facile preda per le organizzazioni criminali del nostro paese. Arrivano dall’Afghanistan, dal Bangladesh, dall’Egitto, dalla Tunisia, dalla Nigeria, dalla Somalia e dall’Eritrea, dalla Siria, dalla Nigeria.

Il nostro sistema di accoglienza non va bene, è improntato su una logica emergenziale e troppo lunghi sono i tempi di azione, troppe le carenze, troppi i rimpalli di competenze e responsabilità tra istituzioni locali e nazionali e tra gli stessi ministeri, con l’effetto immediato e continuato di esporre proprio chi è più vulnerabile a rischi anche gravissimi. In queste maglie larghe, i minori scompaiono. Esiste un testo di legge su cui si sta lavorando ormai da due anni e sul quale è assolutamente necessario accelerare: è la proposta di legge C. 1658 Zampa, 26 articoli scritti a partire dalle osservazioni di Save The Children e di tante altre associazioni che lavorano con i minori.

Approvata ad ottobre alla Commissione affari costituzionali della Camera e sostenuta da quasi tutti i gruppi politici – ha tra i primi firmatari: Sandra Zampa (Pd), Mara Carfagna (Pdl), Matteo Dall’Osso (M5S), Nicola Fratoianni (Sel) e Antimo Cesaro (Scelta civica per l’Italia) – la proposta di legge punta ad uscire dalla logica emergenziale per creare un sistema stabile di accoglienza, con regole certe ed una disciplina organica. Il testo ha avuto anche l’apprezzamento da parte dell’Authority Garante per l’infanzia e l’adolescenza che ha anche evidenziato alcuni elementi migliorativi ai fini di armonizzare la proposta con le altre azioni legislative avviate in Parlamento.

Bisogna fare presto. Serve una formazione per le famiglie affidatarie, i tutori e gli operatori coinvolti, dalle forze dell’ordine agli operatori delle comunità, dai magistrati agli avvocati. E serve finanziare il Fondo nazionale per l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati in modo da non gravare sui Comuni. È importante uniformare le procedure di identificazione e di accertamento dell’età, istituire un sistema nazionale di accoglienza, con un numero adeguato di posti e con standard qualitativi garantiti, bisogna attivare una banca dati nazionale per organizzare al meglio la sistemazione dei minori in base alla disponibilità di posti nelle strutture di accoglienza dislocate in tutte le regioni, ed in base ai bisogni specifici dei minori. Occorre fare presto. Ogni giorno che passa, bambini spariscono.

(clic)

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