I rottamatori correntizi

Nuove “correnti” nel PD. Questa volta sarebbe d’ispirazione democristiana (ma va?) e intorno al Sottosegretario Delrio. Ne ho scritto per L’Espresso qui.

pd_dc

5 Comments

  1. In realtà la situazione è diversa, e più complessa. Innanzitutto non c’entra nulla la democrazia cristiana. E non stiamo parlando di una corrente. Ma di qualcosa di diverso. L’obbiettivo è, come ha detto stamattina benissimo Richetti in un’intervista, rilanciare quanto i renziani della prima ora hanno proposto nel 2012 e prima. Renzi non ha bisogno di pasdaran che dicono sì a qualunque cosa fa o dice, ma di gente che gli ricorda da dove viene, cosa deve fare e come lo deve fare e che se serve lo critica anche. Il punto è che è finita l’era dell’unanimismo tra i renziani. Quello che c’è da dire, si dice e si fa in faccia, non dietro come fa qualcuno e non si sta zitti. Se poi per qualche renziano (ci sono anche i finti renziani, tanti) va tutto bene, buon per lui. Invece credo che si debba dire ciò che non va e credo che in primis debba farlo non solo la sinistra PD da Fassina a Cuperlo o Civati, ma soprattutto quelli che per portare Renzi lì si sono fatti un mazzo così per poi magari non avere riconoscimenti, al contrario di franceschiniani&co. Vogliamo dire che la legge elettorale non è perfetta e che la norma sui capilista bloccati sarebbe bene toglierla? Vogliamo dire che il jobs act è poco incisivo e non una “rivoluzione” come si vuole far passare? Vogliamo dire che era più rivoluzionaria e liberale una singola norma fatta da Bersani che tutte quelle presentate ieri dalla Guidi? Io credo che queste cose vadano dette. Poi non deve essere una corrente, nel senso che non si deve muovere come gruppo di potere organizzato, e per questo è semmai un’anticorrente.

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