Il coraggio di tornare sui propri errori

Ne avevo scritto su L’Espresso qui e anche Boeri sembra essere d’accordo. Ci sono anche le buone notizie:

 E’ quasi una certezza, invece, l’anticipo di tutti i pagamenti all’1 del mese e “non più in date differenti in relazione alla prestazione e al fondo di gestione”. “Abbiamo chiesto alle banche di condividere la nostra proposta. Le Poste hanno già accettato e entro mercoledì aspettiamo la risposta degli istituti di credito”, spiega infatti l’economista. Il punto, infatti, è che “deve essere un’operazione a costo zero: lo Stato incasserà meno interessi sui ratei che ora paga il 10 o il 16 del mese. In cambio alle banche, che incasseranno prima, abbiamo chiesto di abbassare i costi dei bonifici”. Per gli istituti sarebbe assai difficile – e impopolare – tirarsi indietro di fronte a quella che viene definita “un’operazione socialmente importante“.
Il giorno del ritiro dell’assegno, infatti, è tutt’altro che neutrale, come ha dimostrato la levata di scudi dei sindacati scattata lo scorso ottobre quando nelle bozze della legge di Stabilità è spuntato il rinvio del pagamento al 10 del mese. Decisione che per i pensionati avrebbe comportato trovarsi a corto di liquidità per le scadenze della prima parte del mese, dal pagamento del mutuo o dell’affitto a quello delle bolletteDopo le proteste, il Tesoro ha fatto marcia indietro spiegando che lo slittamento sarebbe scattato “solo per le 800mila persone con doppio assegno Inps-Indpap. Ora Boeri fa un passo in più, aprendo a un’unificazione che dovrebbe assicurare anche “migliore funzionalità del servizio, riduzione dei costi e maggiore trasparenza”.

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