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Io vorrei farlo con voi


Il #crowdfunding per produrre il nostro prossimo spettacolo (e il suo libro) sta continuando a tamburo battente. Abbiamo deciso di riportare in luce il processo Dell’Utri perché (l’avevamo già imparato con Andreotti) ci sono processi e sentenze che qualcuno vorrebbe seppellire il più velocemente possibile e invece un muscolo della memoria ben allenato è un ottimo vaccino. Sempre.

Coprodurre con noi significa preacquistare il biglietto dello spettacolo (e ili libro) con quote di partecipazione diverse (in base alle vostre possibilità e soprattutto alla vostra volontà). Sono convinto che uno spettacolo già nato “libero” non possa che fare bene.

Qui trovate la pagina per partecipare all’iniziative e qui sotto una piccola spiegazione video. Io vorrei farlo con voi. Ci conto.

2 Commenti

  1. BERLUSCONI, DELL’UTRI, CRAXI, GELLI: UN UNICO PERCORSO.
    Qualcuno ricorderà (se non si è ancora persa la memoria storica) all’epoca di Mani pulite, il parlamento fu chiamato a votare la richiesta di autorizzazione a procedere per Craxi e Andretti. Il primo (come noto) indagato per corruzione e finanziamento illecito ai partiti e, di fatto, il vero Deus ex machina del sistema corruttivo e concussivo, il secondo per concorso in associazione mafiosa. I parlamenti – in gran parte collusi – negarono l’autorizza a procedere per Craxi e autorizzarono quella per Andreotti. La logica di questa soluzione era chiarissima: Craxi, se portato in tribunale sarebbe stato condannato e avrebbe trascinato dietro di sé una intera classe di ladri (come poi avvenne). Per Andreotti era chiaro che l’autorizzazione a procedere significava passare una palla di fuoco nelle mani dei magistrati inquirenti. In pratica stabilire che il Gobbo maledetto difficilmente sarebbe stato riconosciuto colpevole.
    La vicenda dell’Utri, nella sua lunga vicenda processare, rischia di sprofondare nell’oblio, tra ricorsi, per la difficoltà oggettiva di giudicarlo colpevole di associazione mafiosa, nonostante lo sia stato già condannato in primo gradi a sette anni.
    Parafrasando Roberto Saviano, l’approvazione della responsabilità civile dei magistrati dimostra come la macchina del fango si muova come un magma che copre tutto. Il magistrato che, avendo solo indizi (anche sufficienti per avviare un processo) si muoverà con i piedi di piombo per avviare l’azione penale. E andrà incontro alle incognite di ogni processo. Il magistrato che non se la sentirà (anche onestamente) di dare inizio alla procedura di giudizio verrà sommerso nel fango della collusione mafiosa. Questo è il primo passo, non solo di questo governo, ma anche di quelli precedenti per dare piena attuazione al “piano di rinascita democratico” scritto da Licio Gelli e i suoi sodali. Il Jobs Act, nonostante la sicurezza del lavoro, ma con la peculiarità delle tutele crescenti, l’art. 18 praticamente sparito, da una delle leggi, l n. 300 del 1970 (se non mi sbaglio) più democratiche scritte nell’Italia repubblicana. Infine lo scontro con i sindacanti e, segnatamente la CGIL, con un Renzi che non intendere discutere con le parti sociali ma, sotto sotto, dialoga con i poteri forti è un altro tassello, quello della legittimazione della rappresentanza sindacale, un altro passo del “piano di rinascita democratico”. Infine la creazione di una scuola di polizia alle porte di Roma costruita appositamente per l’addestramento dei reparti mobili fatto questo che consolida ancor di più la visione che poteri forti (e qui ci metto FMI, BCE, UE) intendo il nuovo ordine pubblico. Come ho già avuto modo di scrivere il G8 di Genova è stata la prova iniziale.
    Il sistema della corruzione così largamente diffuso e a malavoglia combattuto dimostra quanto uno Stato, unico depositario della violenza e legittimato a metterla in pratica, si dimostra una coperta corta che viene tirata quando la soglia minima delle singole manifestazione di criminalità aumentano la loro attività.
    A noi cosa rimane? Un tempo di diceva: credere, obbedire, combattere! Oggi credere, obbedire, votare.
    L’astensione dal voto è certo una forma di protesta, ma passiva; per questo serve una partecipazione più attiva, iniziando dalla vita quotidiana, dai piccoli gesti di educazione gentilezza, dal rispetto delle regole minime di convivenza ma anche, io credo, l’unione di tutte queste persone che con queste caratteristiche che sono stufe e hanno davvero voglia di cambiare si incontrino, parlino, anche attraverso la rete, e diano forma ad un progetto alternativo di convivenza sociale, un nuovo patto scritto da noi, come quello scritto dai nostri Padri costituenti che i loro figli e nipoti hanno disatteso e abbandonato. Vi ringrazio per l’attenzione.
    Mario Putignano 23 aprile 2015.

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