Perché non rimangano solo i buchi

In tempi di fascismo strisciante e razzismo edulcorato il 25 aprile non è solo memoria, è un comandamento.

Un particolare di un palazzo all'angolo tra via Rasella e via Boccaccio a Roma, teatro dell'attentato gappista del 23 marzo 1944  in un'immagine del 20 aprile 2015. Ancora visibili i segni delle bombe e dei colpi di mitraglia esplosi dai nazisti. ANSA/MARTINO IANNONE
Un particolare di un palazzo all’angolo tra via Rasella e via Boccaccio a Roma, teatro dell’attentato gappista del 23 marzo 1944 in un’immagine del 20 aprile 2015. Ancora visibili i segni delle bombe e dei colpi di mitraglia esplosi dai nazisti. ANSA/MARTINO IANNONE

14 Commenti

  1. il 25 aprile dovrebbe essere ogni giorno … in una terra che ha assorbito sangue e rabbia … e dove ora la stessa terra è calpestata e insudiciata come se non fosse successo nulla … resistenza sempre … morti … morti su morti per la libertà e adesso ritrovarci a lottare per avere diritti basilari come acqua lavoro difesa del territorio aria sana energia pulita … e quando la stessa terra che tiene a sè ancora le ossa degli stessi morti … ha perso pezzi come lavoro , sanità , istruzione … rispetto e mi inchino ai morti … ma guardo con pena ai vivi che non fanno nulla finchè sono loro stessi ad esserne toccati …
    roberta preti …

    1. Totale fraintendimento della verità storica. Impossibile negare alcuni errori commessi dai partigiani, ma se non fosse anche grazie a loro adesso probabilmente saremmo ancora qui con la nostra bella autarchia a promuovere leggi razziste, a opprimere le minoranze con l’uso della violenza, a trovarci a fianco dell’alleato tedesco autore dell’olocausto. Chi ha aderito al fascismo prima e alla R.S.I. poi lo ha fatto sostenendo ideali contrari alla democrazia e alla civiltà. Sarà anche stato dal loro punto di vista un modo di essere fedeli alla patria e di non voltare le spalle all’alleato nazista, ma ciò non toglie che erano dei criminali. Violenze, incendi, esecuzioni sommarie, rastrellamenti, ritorsioni sui civili dopo gli attacchi dei partigiani sono i meriti dei tuoi amici camerati e del padre del signore che scrive qui. Voialtri nostalgici fareste bene a leggere i libri di storia, magari potrebbe capitarvi di leggere dei sette partigiani e dei due civili tra i 18 e i 35 anni uccisi nella zona di Verbania. 9 morti, oltre 300 ferite. Barbe bruciate, evirazione, ricci nella bocca. Questi sono gli uomini che servivano la patria? No, servivano solo gli interessi dei tedeschi. Nessun onore per chi ha fatto parte della R.S.I., solo tanto, tanto dispiacere per molti giovani a cui era stato fatto il lavaggio del cervello fino a non capire la differenza tra giusto e sbagliato.

    2. Prima di tutto io non sono nostalgico di niente e non metto bollini addosso alla gente a caso, come fai tu Andrea. Le parole “fascista” e “omofobo” sono ormai usate per zittire chiunque sia dissidente dal pensiero mainstream. Leggitela tu la storia, prima di rispondere con la solita retorica basata sulla sull’antifascismo in assenza di fascismo. Rileggi bene la lettera e coglierai il senso: non si festeggia nulla perché la “liberazione” ci ha resi schiavi di un’altra oppressione. E i risultati infatti si vedono no? Siamo proprio liberi vero? La storia la scrivono i vincitori, ricordalo.

    3. Hai perfettamente ragione Marco la penso come te io che la storia non l’ho studiata solo sui libri di scuola evidentemente di parte, ma facendo della ricerca.E poi basta con il bollare come fascista chi esprime un parere diverso…diventate terribilmente noiosi!!!

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