Tutto quello che sai sugli zingari è falso

In un dibattito surreale che arrichisce solo i voti dell’odio i Radicali di Roma e l’associazione èpossibile hanno preparato un documento che vale la pena leggere. Lo trovate qui.

Da custodire la conclusione:

Schermata del 2015-05-19 14:49:51(PS Siamo in dirittura d’arrivo del nostro crowdfunding per il mio prossimo spettacolo e libro. Se volete darci una mano potete farlo qui. E passatene parola. Se potete e se volete. Grazie.)

4 Commenti

    1. Dire che la “sinistra” “beatifichi” rom e sinti è una cazzata. Sono ben pochi i partiti di sinistra che abbiano tentato di combattere le bugie e gli stereotipi che gli italioti hanno su di essi. In molti casi, anzi, i partiti di centrosinistra hanno emulato la lega e fatto cassa (elettoralmente e non solo) su quegli stessi stereotipi, vedi il caso Capitelli a Pavia.
      Il problema è che non appena il discorso viene sviato dal solito imbecille, si finisce a discutere se i rom siano “buoni” o “cattivi”, che non ha un cazzo di senso. Giudicare collettivamente un intero popolo è stupido proprio perché, appunto, è composto da numerosi individui diversi. Quello su cui si dovrebbe discutere sono le politiche insensate e discriminatorie applicate nei loro confronti, che hanno ammazzato sul nascere qualunque tentativo di integrazione.

    2. L’estrema sinistra le beatifica,anche se poi non fa niente per integrarli…sai quella sinistra da salotto radical chic pronta a dare del fascista a tutti ma che vive in una campana di vetro,fuori dalla pesantezza quotidiana!la verità che nessun intelletuale o sociologo a parte Fabrizio Gatti e pochi altri, in Italia ha mai fatto quello che facevano Jack London e Upton Sinclair e tantissimi muckracker :vivere come” l’altra metà” per vedere i problemi e sentirli sulla propria pelle!

  1. ho appena letto di Carla Osella :”Rom e Sinti. Il genocidio dimenticato” Ed. Tau, 2013. è molto interessante anche se si occupa soltanto dello sterminio nazista, senza considerare i Croati di ante pavelic e dell’ arcivescovo stepinac (cfr.Marco Aurelio Rivelli: “L’arcivescovo del genocidio. Monsignor Stepinac, il Vaticano e la dittatura ustascia in Croazia, 1941-1945″. Kaos Edizioni, Milano 1999). dalla 4° di copertina :”….il filo rosso che lega ogni capitoloè stato quello di dar voce a chi di loro ha vissuto il dramma della deportazione e della morte…”

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