#LEFT di questa settimana, cosa ci abbiamo messo dentro

20150605_LeftN21-800x600La sharing economy è diventata famosa per il caso di Uber-Pop, l’app che mette in contatto con i passeggeri una rete di autisti occasionali. Di recente, come la Germania, anche l’Italia l’ha bloccata per competizione sleale nei confronti dei tassisti che, a differenza di quelli dell’app, devono sottostare a regole precise per la tutela della qualità del servizio.

Ma non c’è solo Uber. Servizi analoghi di condivisione sorgono come funghi nell’affitto delle case e degli appartamenti con Airnb mentre per video e musica in streaming “esplodono” i vari Netflix, Spotify, Pandora e Gamefly. Addirittura esistono sistemi di affitto di capi d’abbigliamento di alta moda, come FashionHire. L’economia della condivisione, della cooperazione e della collaborazione, che potrebbe essere una valida risposta alla crisi con finalità etiche, accanto alle luci nasconde però alcune ombre. Ed è quanto mette in evidenza la storia di copertina di Left in uscita sabato. Dietro la patina dell’innovazione tecnologica si profila lo sfruttamento del lavoro e la sistematica elusione della regole. Insomma, c’è chi specula sulla sharing economy.

Left affronta anche il tema delle elezioni regionali cercando di dare risposte alle numerose domande che sorgono dopo i risultati del voto, segnato come non mai dall’astensionismo. La luna di miele tra Renzi e gli italiani è ormai finita.

Per le inchieste, la seconda puntata di “Strade nostre” racconta lo scempio dell’ambiente a Sabaudia e dintorni: il cemento e gli abusivismi che soffocano uno dei gioielli naturalistici dell’Italia, il Parco Nazionale del Circeo.

In Calabria c’è un ragazzino di 17 anni che vorrebbe fare il calciatore. La sua storia è particolare: si chiama Steeven, è fuggito dal Camerun assediato dai terroristi di Boko Haram e ora, al compimento dei 18 anni rischia di non poter rimanere in Italia. Left racconta la sua vita, i suoi pensieri e il suo sogno: quello di incontrare il grande Eto’o.

Negli Esteri lo scrittore Hanif Kureishi intervistato da Left racconta l’Inghilterra di oggi e il fallimento del melting pot, mentre gli altri temi affrontati sono le elezioni in Turchia con Erdogan che vuole blindare il risultato con la repressione, il diario dall’assedio di Kobane e la “frantumazione”, con l’Is che avanza, della Libia.

In Cultura Left presenta i nuovi narratori della collana L’età delle febbre: undici scrittori under 40 che con stili diversi narrano l’inquietudine dell’Italia di oggi, mentre Wu Ming 1 presenta un nuovo progetto collettivo. E ancora: la riscoperta del codice etico di Mario Rigoni Stern, la nuova storia delle origini dell’uomo che emerge dal ritrovamento di pietre scheggiate oltre tre milioni di anni fa e una intervista a Paola Turci che festeggia trent’anni di carriera. Buona lettura!

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