Warning: Missing argument 2 for Jetpack_Photon::filter_srcset_array() in /web/htdocs/www.giuliocavalli.net/home/wp-content/plugins/jetpack/class.photon.php on line 629 Warning: Missing argument 3 for Jetpack_Photon::filter_srcset_array() in /web/htdocs/www.giuliocavalli.net/home/wp-content/plugins/jetpack/class.photon.php on line 629 Warning: Missing argument 4 for Jetpack_Photon::filter_srcset_array() in /web/htdocs/www.giuliocavalli.net/home/wp-content/plugins/jetpack/class.photon.php on line 629 Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.giuliocavalli.net/home/wp-content/plugins/jetpack/class.photon.php on line 632

Respingimenti, la lezione dei ferrovieri francesi: in certi casi la disobbedienza è un dovere

(Il testo di una nobile lettera, contro i respingimenti dei rifugiati alla frontiera con l’Italia, del principale sindacato dei ferrovieri francesi, scelta e tradotta da Maria Cristina Gibelli).
Il principale sindacato dei ferrovieri francesi si ribella alla politica di respingimento dei rifugiati in atto alla frontiera con l’Italia e scrive una lettera al Presidente della SNCF (l’azienda nazionale delle ferrovie francesi), ricordando a lui, e quindi anche a Hollande e al ministro dell’Interno Bernard Cazeneuve, che fra il 1942 e il 1944, durante il governo di Vichy, 76.000 ebrei francesi furono deportati nei campi di sterminio nazisti utilizzando i treni merci delle ferrovie dello stato; e ricordando altresì che molti furono gli episodi di eroismo dei ferrovieri in difesa dei deportati. Ieri si era costretti a viaggiare verso la morte, oggi si impedisce di viaggiare verso la vita (m.c.g.).

Signor Presidente,

la Federazione CGT dei ferrovieri le ha scritto per esprimere la sua ira quando lei è andato a presentare le sue scuse negli Stati Uniti presso le lobby americane a proposito del ruolo giocato dalle ferrovie francesi durante la seconda guerra mondiale. Abbiamo detto che certamente la SNCF ha partecipato al trasporto dei deportati verso i campi di concentramento per ordine del governo di Vichy, ma sarebbe stato opportuno ricordare anche quanti ferrovieri, in maggioranza militanti della CGT, sono stati uccisi, feriti o internati per aver opposto resistenza.

Il governo francese si è impegnato per un rimborso rilevante (a priori, 60 milioni di euro) nei confronti dei deportati ebrei, o dei loro discendenti residenti negli Stati Uniti. Fino ad allora, la direzione della Ferrovie dello stato si era difesa sulla base del principio della requisizione obbligatoria imposta dallo Stato francese in quel periodo oscuro della nostra storia. Ma non dimentichiamoci che dei ferrovieri sono stati mandati a morte per aver rifiutato di obbedire, altri hanno svolto questo ignobile compito sotto la minaccia delle armi, altri ancora hanno organizzato l’evasione dei deportati a rischio della loro vita e hanno ottenuto la qualifica di “Giusti”.

Oggi si stanno costituendo delle associazioni per portare aiuto ai migranti che arrivano dall’Africa o dal Medio Oriente. E anche in queste organizzazioni sono impegnati dei ferrovieri per lo più aderenti alla CGT.  Queste donne, questi bambini, questi uomini, spesso giovani, fuggono la guerra, la carestia e la morte; vanno in esilio perché braccati in quanto oppositori politici di dittature.

Sappiamo tutti che la situazione catastrofica dalla quale fuggono i migranti ha la sua origine nel capitalismo mondializzato e nella avidità delle grandi multinazionali. Sappiamo tutti che le potenze economiche del “mondo dei ricchi”, per lo più occidentali, obbediscono ciecamente alle imprese transnazionali che commerciano con dittatori e oppressori. Anche la stessa SNCF non firma forse contratti con alcune monarchie del Golfo o con lo Stato di Israele malgrado la sorte che esso riserva al popolo palestinese violando le convenzioni dell’ONU?

Ecco perché, e con estrema urgenza, occorre accogliere questi migranti, garantire loro sicurezza, cura e asilo in Europa; perché anche noi francesi abbiamo delle responsabilità nei confronti della politica internazionale portata avanti dal nostro governo e da alcune imprese nazionali.

Contemporaneamente, apprendiamo che la stazione ferroviaria di Menton Garavan, alla frontiera italiana, funziona come un “parco dei migranti” controllato dalle forze dell’ordine, per organizzare il respingimento di questi poveretti. Apprendiamo che i dirigenti locali della SNCF si nascondono dietro le ordinanze della prefettura per mettere questo luogo sotto il controllo della polizia, tutto come 70 anni fa. Forse può apparire aneddotico, ma apprendiamo che queste persone sono in regola con la SNCF perché sono titolari di un biglietto ferroviario che non gli è neppure stato rimborsato, mentre il prezzo di un biglietto costituisce per loro un impegno enorme data la situazione di estrema precarietà.

Signor Presidente, fra qualche anno uno dei vostri successori andrà a presentare le sue scuse sul suolo africano? O il principio di requisizione verrà di nuovo utilizzato per coprire fatti ignobili? Vi poniamo solennemente questa domanda e vi chiediamo di porla ai signori Hollande, Valls e Cazeneuve, Fabius e Macron nei loro rispettivi ruoli.

Ci auguriamo che lei si ribelli e faccia rapidamente opposizione a queste procedure riprovevoli e che la nostra Società porti soccorso e assistenza ai migranti e dia loro il diritto di viaggiare, piuttosto che servire una politica europea e francese che non si assume le sue responsabilità e non trova risposte altro che la repressione e la chiusura delle frontiere.

In certi casi, la disobbedienza è un dovere.

L’immagine qui sotto rappresenta l’ingresso di bambini ebrei francesi ai vagoni piombati diretti verso i lager nazisti, in partenza dalle stazioni delle ferrovie francesi. Una storia che non si vorrebbe veder ripetere oggi, nel paese della Liberté, Egalité, Fraternité.
bambini ebrei e SNCF

32 Commenti

  1. Scusate se mi inserisco nella discussione, ma secondo me continuare a paragonare (?) gli ebrei del 1940-44 in Francia ai migranti del 2015 ci porta fuori tema. Il tema vero è quello dell’obbedienza. In altre parole, è sempre giusto eseguire ordini superiori ? Ogni dittatura si è sempre basata sull’esecuzione degli ordini, e almeno – si fa per dire – nelle dittature chi non esegue rischia la prigione o la morte. Nelle democrazie questo non avviene quasi mai, e quindi nascondersi dietro l’obbedienza è meno accettabile.

    1. Il sindacato lo fanno le persone, non si fa da sè. E anche in Italia, dentro i sindacati, ci sono persone serie: le riconosci, perchè sono quelle che continuano a lottare anche quando ci rimettono in prima persona. Non sono mai sotto la luce dei riflettori, ma ci sono!!

    1. si che l’ho letto! ma ripeto i profughi di oggi, che poi non tutti sono profughi, non sono catturati per portarli nei campi di concentramento. Si parla di respingimenti di cui la Francia invece dovrebbe farsi carico dato che ha contribuito molto con le sue estesissime colonie a crare determinate situazionie questo ci sta. Ma trovo che la situazione degli ebrei fosse ben diversa purtroppo. Questi profughi mi pare che nessuno li voglia catturare e caricare per portarli in qualche campo di sterminio.

    2. Il loro campo si sterminio è la loro terra, da cui fuggono. Cosa c’e di diverso o meno grave??!!! Ma davvero esistono due pesi e due bilance??? Noi, che non siamo mai stati nella condizione di “disubbidire” politiche che vanno contro la vita, non dovremmo neanche commentare

    3. Sig. Marco, ha ragione nel dire che le situazioni sono diverse. Ieri delle persone sfuggivano, grazie ai ferrovieri francesi, alla deportazione verso un campo di concentramento, mentre oggi delle persone vengono ostacolate nel fuggire da zone di guerra verso un luogo dove vivere in pace. Lasci perdere il dettaglio che ieri erano ebrei, zingari, … e oggi sono somali, eritrei, … perchè in ogni caso parliamo di persone. Lasci perdere anche il dettaglio che ieri erano persone obbligate a viaggiare dai nazisti mentre oggi sono persone obbligate a viaggiare da persone che non qualifichiamo (per ora) come nazisti, perchè in ogni caso si tratta di persone che viaggiano non per divertimento ma per salvarsi la vita. Le faccio, con rispetto, una domanda: se lei vivesse in una zona in cui scorazzano bande di predoni, ove rischia continuamente di essere ucciso o violentato assieme a sua moglie e ai suoi figli, cosa farebbe? Resterebbe lì o, come avvenne anche in Italia, Francia, …. ovunque vi è una guerra, si metterebbe in cerca di un luogo ove vivere in pace? E cosa pensa dei nostri genitori, nonni, e persino figli e nipoti che, non trovando lavoro in Italia, emigrano? Dovrebbero forse restare nel loro paese a morire di fame? Perchè loro hanno diritto di cercare un lavoro altrove e ritiene che questo diritto non l’abbiano gli abitanti dei Paesi più poveri?

    4. Il fondamento di tutti i ragionamenti è che tutti siamo persone e che ognuno di noi potrebbe, presto o tardi, trovarsi nella stessa situazione di bisogno di chi è profugo oggi (ammesso che, nel fluire della Storia, non ci si sia già trovato). Purtroppo in questa brutta epoca ci trasciniamo appresso due cadaveri a cui non pensiamo mai: il Rispetto e la Solidarietà!!

    5. Sig. Sergio, anch’io come tutti cercherei di scappare da tali zone infestate, laddove il popolo a cui appartengo non abbia la forza di reagire come noi nella storia. Degli emigranti italiani (ai quali fra parentesi fra un po’ mi aggiungo anch’io causa tutto questo mal governo) voglio fare osservare che erano persone con un comprtamento bene diverso, non arroganti e sanza tentativi di imposizione delle loro radici. Qui si assite a un misto di arrivi, persone che cercano lavoro, ma che il governo ha detto di volerli respingere, e persone che probabilmente sono profughi dicui non si capisce a volte il diritto all’arroganza che manifestano.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *