L’Europa della matita rossa

Io non so se avete avuto occasione di leggere il documento su cui la Grecia di Tsipras e la tecnocrazia europea stanno trattando le fasi finale della diatriba iniziata proprio con l’elezione (democratica) del leader di Syriza. Se volete dargli un’occhiata lo trovate qui: sembra il compito in classe corretto da una maestrina stizzita solo che le regole in discussione hanno una consistente parte politica. L’Europa insomma, ancora una volta, sta imponendo la distruzione dello stato sociale adducendo parametri economici che contravvengono le democratiche scelte di un popolo. E quello che non capisco, se mi è concesso, è perché se da una parte la politica (e la stampa al suo servizio) gioiscono sbavando di fronte al pugno duro con la Grecia dall’altra parte tutti quelli che continuano a ripeterci quanto  la questione greca sia anche e soprattutto una questione di democrazia e di una diversa Europa siano così disuniti e silenziosi. Ci sia gioca talmente tanto su questo foglietto stropicciato e stracorretto che una diversa sinistra non può che partire da qui. Accettando anche la sfida di rendere golosa una notizia che in pochi vogliono dare.

50 Commenti

  1. L’EUROPA DEVE CANCELLARE IL DEBITO GRECO
    Έτσι πάντα στους τυράννους
    Ci sarebbero litri d’inchiostro da versare sull’argomento della Grecia e anche su quello che è già stato scritto bisognerebbe consumarsi la vista, senza poter comprendere tutto lo stesso, tuttavia, perché le notizie principali ci vengono nascoste. Io, da ignorante profano, soprattutto di politica e di economia, penso di dovere mettere in evidenza alcune cose importanti però. La politica comunitaria europea non e’ costituita da aspetti democratici, né ispirati a uno sviluppo economico equo e sostenibile, ovvero popolare ed ecologico; anzi lo sviluppo non esita a calpestare i diritti del popolo e ad asfaltare il continente, perfino a distruggere il lavoro di tanti per la ricchezza di pochi e ovviamente è incapace di garantire una qualsiasi forma, seppur minima, di progresso, inteso come miglioramento delle condizioni di vita dell’umanità. L’unico sviluppo che non si è mai fermato è quello di chi è già ricco. A quanto purtroppo ho osservato, fino ad oggi, l’UE ha tradito tutti i valori morali e sociali che ci aveva promesso, eliminando le sovranità popolari in un accentramento fasullo dei poteri statali; invece di migliorare ha danneggiato le popolazioni e permesso alle grandi imprese finanziarie, alle corporation, alle multinazionali e soprattutto alle banche centrali che, grazie alle sue leggi, non possono più rappresentare alcuno stato, di sostituirsi alla politica, di prendere qualunque decisione politica in nome nostro, benché non potrebbero farlo, sfruttando l’inganno espresso nel teatro dei politici corrotti che “democraticamente” ci rappresentano ed eleggiamo. Si fanno leggi illegali che vengono lavate come soldi sporchi nei Parlamenti e di colpo democraticamente promulgate grazie a un sistema elettorale impazzito e in cui gli eletti non lavorano per gli elettori ma per poteri pseudo-occulti. L’UE ha deciso e decide delle nostre vite a nostra insaputa, facendoci pensare di vivere nel miglior sistema politico-democratico rappresentativo del mondo, mentre invece non possiamo nemmeno sognare di parteciparvi o di avvicinarci, se non dall’unico lato praticabile, sebbene difficile, quello della solidarietà popolare, della spinta dal basso, impossibile senza implicazioni radicali di lotta, perché minacciata dalle ripercussioni giudiziarie del potere, che così si difende dalla giustizia popolare, non si sa più di quale stato, né per gli uni né per gli altri. Anche se i paladini della legge che hanno la stessa divisa etica ma divise diverse e fanno rispettare quasi le stesse norme, che io definisco antidemocratiche, tiranniche e ingannevoli, in tutta Europa, per ora prendono ancora uno stipendio statale. Mi sembra del tutto evidente che il popolo greco e in generale tutti i popoli europei non siano più’ rappresentati da nessuno e debbano subire in silenzio i vili giochi di denaro e potere che fanno funzionare un sistema sempre più’ avido, crudele e malato, un capitalismo sempre più degenerato, deregolamentato, decadente, immorale e senza scrupoli né freni. Intanto i nostri rappresentanti rappresentano ormai solo se stessi e la finanza.
    Hanno dato trecentotrenta miliardi di euro alla Grecia e le hanno imposto regole opprimenti e l’austerità, ovvero i licenziamenti, in nome dell’Europa e soprattutto della Germania, anche se io mi domando di quale popolo europeo stiamo parlando se teoricamente siamo un popolo unico e perché invece esistono una crisi greca, un’italiana, una spagnola, una portoghese ed altre quando dovremmo averne una comune, quando dovremmo dividerci i problemi e non solo i soldi, anzi quando soprattutto i mali dovrebbero essere in comunione. Qui invece siamo addirittura all’assurdo dello sperpero dei beni degli altri mentre ciascuno deve risolvere il suo male in modo separato. La gente comune non ha tratto alcun beneficio dai prestiti, anzi, secondo le statistiche, dall’inizio della crisi, nel 2009, si sono suicidati 10,000 Ellenici. Intanto i più’ benpensanti di noi s’indignano con la Grecia perché non vuole pagare il debito, o perché lo pagherà alle sue condizioni, ma si domandano dove sono finiti veramente quei soldi? Il popolo cosa c’entra? Perché il prestito erogato ha tolto denaro dalle realtà’ economiche più’ povere, come ad esempio il Portogallo, o le Repubbliche Baltiche e non a quelle ricche come la Germania o l’Inghilterra? Sembra che la partita del gioco in borsa sia truccata e che le superpotenze giochino coi soldi dei più poveri.
    La madre della Democrazia oggi può fare un default e rimettersi in piedi o pagare il debito e rimettersi in piedi. Considerando che in entrambe le ipotesi non riuscirà a rialzarsi, o che perlomeno le serviranno decine d’anni per farlo, io, da europeo e da popolano, spero che non restituisca più i prestiti, o ancor meglio che l’UE cancelli il debito e che sia la gente a tornare a organizzarsi e a decidere, soprattutto quando le classi dirigenti si sono dimostrate così indegne da aver commesso impunemente ogni tipo di crimine. Io spero che in un paese di 10 000 000 di abitanti si possa fare questa transizione democratica diretta, ottenere giustizia e dimostrare onestà, diventando un esempio per l’Europa.
    Vorremmo dire basta alla tirannia capitalistica o almeno tenerla sotto controllo, vorremmo partecipare alla politica che ci interessa, vorremmo ritrovare un po’ di dignità, ma restiamo sempre inascoltati o veniamo considerati dalla parte del torto se alziamo la testa.
    “Noi siamo un messaggio dal futuro”, è scritto su quasi tutti i muri di Atene e spero proprio che si avveri, ma bisogna aggiungere che abbiamo anche un altro messaggio del passato attico da mantenere vivo, quello del “Έτσι πάντα στους τυράννους”, ovvero del ” “sic semper tyrannis”.
    Mi voglio infine congedare con una considerazione storica che si basa sull’idea innata nell’uomo e diventata esempio e metafora nell’antica Atene, quella della libertà dai debiti. In una democrazia appena affermata, al fine di consolidarla, il legislatore Solone, nel 595 a.C. circa, si occupò del principale problema dei cittadini e prese la decisione di estinguere tutti i debiti, cui seguì l’abolizione della schiavitù per debiti. Mi sembra che oggi i legislatori onesti abbiano gli stessi problemi di quelli di 2 600 anni fa e che il popolo abbia raggiunto una nuova forma di schiavitù di cui la base è sempre il debito. La storia c’insegna che il progresso a volte è costretto a passare per l’abolizione dei debiti.
    « (…) i cippi tolse in molti luoghi confitti,
    prima schiava, libera ora;
    (…) che l’attica lingua non più
    parlavano, erranti in troppi paesi;
    gli altri qui stesso a ignobil servaggio
    soggetti »
    Solone, frammento di un’elegia sull’abolizione del debito.
    Solone, divenuto arbitro della politica, liberò il popolo, sia nel presente sia per il futuro, impedendo che si facessero prestiti sulle persone, fece le leggi e abolì i debiti privati e pubblici, provvedimento che chiamano Σεισάχθεια, perché il popolo si liberò del suo peso.
    La costituzione degli ateniesi, di Aristotele.
    Come potete vedere dalle persone che muoiono di fame per le strade di Atene è evidente che anche oggi il debito è sinonimo di schiavitù e se non esiste un prestito sulle persone comunque le persone che contraggono un prestito mettono in gioco la loro libertà. La cosa più triste, però, è che quelle persone che muoiono di fame per le strade di Atene quel prestito non l’hanno mai chiesto.
    UE cancella il debito.

  2. Scorrettissimo e irresponsabile Tsipras, bel sostegno quello di Alba Dorata, complimenti. “Il processo non è concluso, la Grecia l’ha interrotto e sta sottoponendo l’ipotesi del referendum al popolo greco con una opinione negativa, cosa che noi consideriamo scorretta… i rappresentanti dell’Ue sono ancora disponibili a sostenere la Grecia che però deve garantire un piano credibile e una assunzione di responsabilità….” http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2015-06-27/eurogruppo-via-leader-europei-bocciano-referendum-tsipras-l-annuncio-blocca-negoziato-143829.shtml?uuid=AC3id2H&refresh_ce=1

  3. L’Europa non ha colpe? Continua lo stalking serrato contro gli ellenici. La Grecia adotta politiche di austerità dal 2008 e la situazione è addirittura peggiorata, Tsipras dice no ad un ulteriore taglio delle pensioni, dei salari e dei sussidi con l’intento di salvare quel poco di stato sociale che hanno lasciato politiche ecomiche vessatorie. Aumentare l’Iva così come chiede l’Europa (leggasi Germania) è controproducente perché farebbe calare ancora di più i consumi, lo abbiamo sperimentato anche noi con quel genio che era Mario Monti, figuriamoci in Grecia dove la disoccupazione e la pressione fiscale sono alle stelle cosa potrebbe ancora accadere. Il problema in sé non è il debito ma il rapporto tra questo e il Pil: solo aumentando il Prodotto interno lordo si può sperare in una crescita.Politiche di austerità come quelle che continuano a chiedere alla Grecia superano ogni confine umano della stupidità. Si sono rilevate fallimentari e nonostante tutto continuano a propinarle come unica soluzione.

  4. Se volete informarvi realmente sulla Grecia in modo da non farvi prendere per il culo da pseudo giornalisti e pseudo conoscitori di realtà distorte questa è la vostra fonte apartitica apolitica e non sovvenzionata se non da voi lettori, ci scrivono professori universitari e luminari http://www.lavoce.info date loro un aiuto, fossanche di un euro, perché essere cosciente di ciò che succede intorno a noi è cibo per la mente che possiam utilizzare come coscienza comune

  5. I greci vanno in pensione a 56 anni con la pensione piena e ignorano il concetto di pagare le tasse, sono stati governati da corrotti prima e da imbecilli adesso
    La comunita’ europea si fece carico di Spagna, Portogallo, Irlanda. Questi hanno fatto le riforme, anche impopolari, ma sono riusciti a ripartire onorando anche i debiti; questa e’ la differenza sostanziale.

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