Bologna e i suoi trentacinque anni

Ogni volta che è il 2 agosto e che si parla di Bologna e io che avevo 3 anni quando è scoppiata la bomba, mi viene da chiedermi cosa si dovrebbe fare davanti a tragedie così. Mi spiego: mi chiedo che dovere abbiamo noi di fronte ad una strage che abbiamo letto o sentito raccontata perché non abbiamo potuto rendercene conto. E mi dico che forse la cosa migliore sarebbe, piuttosto che condividere parole prêt-à-porter, domandarsi se davvero abbiamo studiato tutto quello che con difficoltà ci hanno lasciato da studiare, se davvero sappiamo e abbiamo fatto sapere abbastanza. E io ogni anno mi sento così inefficace il 2 agosto. Ogni anno.

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8 Comments

  1. gigliola Mazzali

    STRAGE DI BOLOGNA
    2 agosto 1980 h. 10,30

    Mura, rotaie divelte,
    vittime senza un nome.
    Bimbi, persone
    che negli occhi, già avevano :
    il mare, la spiaggia,
    vacanze, il sole;
    per un’ oscura, crudele,
    infame trama,
    giacciono là, violati, dilaniati,
    senza nessuna pietà.

    Pietà per loro, per noi,
    per questo atroce dolore,
    rinnovato, da chi specula
    con l’altrui vite,
    con freddezza e calcolo,
    come sul tavolo da gioco.

    Se questo è l’uomo,
    chiamatemi col nome
    di qualunque animale,
    anche aspide va bene.

    Non credo al cordoglio di partito,
    di qualunque colore.
    Credo al lutto unanime
    di tutta la Nazione,
    che, guarda a Bologna dilaniata,
    affranta, immolata, sul Calvario
    di un disumano dolore.

    Per trenta denari fu venduto.
    La “ Strage degli innocenti”
    fu cupidigia di potere.
    Ora…a qual prezzo i giuda
    han venduto il loro onore ?
    E sotto quale sabbia, la giustizia
    nasconderà la propria testa ?

    Gi

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