Io, da adottato, invidio la vostra sicumera

Questa abitudine al sapere a priori il giusto o lo sbagliato. Bravi sempre a non mettersi in gioco. Io, invece, vi racconto perché comunque non penso sia così facile decidere dei figli degli altri. Ne ho scritto qui.

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21 Commenti

  1. Naturalmente essere cresciuti in una famiglia adottante non rende di per sé peggiore il figlio adottivo, non scherziamo (!) Resta però il fatto che il bambino è uno “spostato” all’interno della nuova famiglia, che purtroppo porterà dentro per sempre (qualora venga a saperlo) la consapevolezza di essere un’aggiunta a casa altrui e un rifiuto a casa sua. Inoltre sbaglia chi pensa che se Martina Levato ha fatto male all’ex marito potrebbe farlo a chiunque e quindi anche a suo figlio, almeno che non siano tutti psicologi di chiara e provata cultura…

  2. Ho letto l’articolo.
    E scusa se non condivido. Io sono madre ma prima sono figlia, e non avrei voluto una madre come lei. I bambini vanno protetti e difesi e questa è una donna che ha distrutto un figlio e una madre. Ha premeditato l’atto criminoso con sicurezza , prepotenza e onnipotenza ,
    Tu poi pensi di essere diverso dagli altri? Siete tutti uguali

  3. Lida

    Io sono certa di avere un cuore grande… E ti dico che, nel dubbio, sto dalla parte di un bambino…. Sempre…. Il rischio di lasciarlo in mani sbagliate supera di gran lunga il diritto di sua madre… Io penso

  4. Non offenderti, tu fai la stessa cosa. Pretendi di avere ragione e basta. Può anche darsi che tutti ci sbagliamo ma, certamente, nessuno vuole il male del bambino. Io invece ho avuto mia madre che ogni giorno da piccola mi ripeteva che lei non mi voleva ma sono arrivata, a causa mia aveva dovuto lasciare il lavoro perché mia nonna un altro nipote non lo avrebbe curato. Non ha mai smesso di rinfacciarmelo, anche se eravamo sempre insieme. Non ti auguro di provarlo.

  5. Io penso che un bambino è ricco davvero se i suoi genitori sono delle brave persone che lo amano nel rispetto delle regole umane, diciamo così. Non posso sapere se una mamma è e sarà una cattiva mamma , certo i gesti dicono un malessere che difficilmente non si riversera sul bambino. Ma la vera domanda è daremmo i nostri figli ad una mamma così? Basta aver partorito un bambino per amarlo in maniera sana? È sana questa donna? Io non ho figli, ho solo, solo, un cagnolino, ma a questa donna non lo darei! Scusate se urto la vostra sensibilità!

  6. Ho letto il tuo articolo e concede a dovute diverse riflessioni, utili in questi giorni. A me, ad esempio, terrorizza possa esserci un giudice che decide, in 24 ore, se un bimbo dev’essere adottato. Temo, questa sentenza, crei possibili sviluppi per altre drammatiche situazioni. Per contro, occorrono ‘prove certe’ e tempo perché un bimbo vittima di abusi venga allontanato dalla propria famiglia. Eppure entrambe le situazioni devono rispondere alla stessa legge! Con che metro si decide per la prima e la seconda? Occorre, forse, dimostrare di non essere bravi genitori? E qui mi chiedo: Martina ha potuto dimostrare di essere un cattivo genitore? E perché punire due volte questa donna che, per la sua colpa, ha giá ricevuto una condanna? Infine: non bastava lasciare il bimbo in affido che, rispetto all’adozione, consente la conservazione della propria identitá oltre la possibilitá di risiedere presso una famiglia serena?

  7. Riguardo alla complessità di molte umane vicende mi appare disumana oltreché semplicistica, qualsiasi certezza. Ma non è l’invito al dubbio che mi colpisce nella tua riflessione, piuttosto il riconoscimento del valore di un giudizio pubblico espresso. “Ogni tanto penso che per fortuna c’è la legge che anche se non ci ha “convinto” di cosa sia giusto almeno ha segnato una strada. Decisa e chiara.” Sono madre, sono figlia e “sento”, per questo dubito, tergiverso e fatico a scegliere. Mi rasserena che esistano parametri collettivi e pubblici di giudizio, non necessariamente giusti ma democraticamente da condividere.

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