I funerali ai boss si possono evitare. Parla Gratteri.

In questi giorni si legge di tutto e il contrario di tutto. Normale, forse, in un Paese in cui la strumentalizzazione in cerca della polemica falcia le analisi, la memoria e ogni tanto anche la verità. Tra le difese più patetiche di questi ultimi giorni vedo che ha preso molto piede chi dice che “i funerali non si possono vietare”. Falso.

A proposito vale la pena riprendere ciò che ha dichiarato a RaiNews il magistrato Nicola Gratteri:

«Quando si ritiene che una famiglia sia mafiosa viene monitorata e si deve sapere quello che si sta organizzando. Noi in Calabria si decide, per motivi di sicurezza e di ordine pubblico, di vietare i funerali».

Appunto.

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8 Comments

  1. giuseppe

    se uno ha commesso un reato mafioso deve stare in carcere
    se ogni singolo componente di una famiglia ha commesso un reato mafioso ,quei componenti della famiglia devono stare in carcere.
    Altrimenti è un cittadino come gli altri e puo’ affittare la carrozza di Totò come 355 altri cittadini in un anno. dove è lo stato di diritto ?
    Chi dovrebbe stare dentro è Gabrielli , ponzio pilato all’ennesima potenza.
    Verificato e da lui dichiarato che ci sono state per lo meno omissioni colpevoli, a lui spettava dire una delle 2 cose :
    a ) non mi è dato il potere di fare cadere teste, per questo ho segnalato i responsabili delle omissioni il ministro
    b ) ho quel potere e domani provvederò alla sostituzione di quei funzionari.
    TERTIUM NON DATUR. Altrimenti è lecito supporre che sia connivente con le strutture amministrative comunali. Quali meriti , non ho detto “quali cariche”, ha avuto Gabrielli per assurgere a quel posto ? La “democristianitudine” non muore mai.

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