Si parte dall’ignoranza, si arriva alla paura, si arriva all’odio, si passa alla violenza.

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Quando è caduto il muro di Berlino ed è finita la guerra fredda ero profondamente sollevato, perché credevo che tutta la grande corsa agli armamenti sarebbe finita, che la spesa militare sarebbe stata ridotta e che avremmo finalmente vissuto in un mondo di pace. E invece no, è stato trovato subito un altro nemico. Dato che una parte molto grande della nostra economia e della nostra struttura di potere era basata su quel processo—il complesso militare-industriale, ciò su cui Eisenhower ci aveva messi in guardia—la conseguenza è stata quella di finire in uno stato di guerra permanente. Dev’esserci sempre una nuova minaccia, un nuovo cattivo. Per cui il titolo, in un certo senso, è un attacco satirico a una cosa che esiste davvero. Perché ovviamente non appena un problema comincia a risolversi si inizia a parlare del problema successivo, di qualcos’altro contro cui dobbiamo prepararci e contro cui dobbiamo combattere, un altro nemico che ci vuole uccidere; la gente si spaventa molto facilmente, specialmente gli americani. Perché quando ti isoli, quando non ti apri e non cerchi di conoscere gli altri popoli e le altre culture—be’, l’ignoranza è l’ingrediente fondamentale della paura. E la paura è l’ingrediente fondamentale dell’odio. Questa è la ricetta. Si parte dall’ignoranza, si arriva alla paura, si arriva all’odio, si passa alla violenza. Bisogna soprattutto coltivare l’ignoranza, mantenere il popolo ignorante, così che ti creda quando gli dici che c’è un nuovo nemico da combattere.

(Michael Moore intervistato da Vice)

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