Gli scrittori italiani? Non esistono.

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“Gli scrittori italiani? Non esistono. E, tranne rarissime eccezioni, sono un gruppo di ininfluenti che si accaniscono gli uni contro gli altri per sottrarsi misere copie, che si invidiano per premi che nessuno ricorda più, che si vendono per comparsate tv. Che odiano per il successo altrui e invidiano persino per un processo che può distruggere e compromettere, ma dà visibilità e quindi… Invidierebbero anche un funerale, se pieno di persone e vicinanza. Gli scrittori italiani? Che cercano la candidatura politica (e poi la nascondono) per uno stipendio sicuro. Non è sempre stato così e non vale per tutti. Parlo però per la parte maggiore. Da questi non puoi aspettarti nulla. E anche il pubblico se ne accorge e li legge sempre meno”.

(Roberto Saviano intervistato qui)

17 Commenti

  1. Dipende di che letteratura state parlando. Se intendete quella cosiddetta “impegnata” ce n’è una valanga in giro ed è inevitabile che il giudizio più che sull’estetica sia improntato sull’affinità politica. E quindi, gà solo per questo, fasullo. Se ci si riferisce alla narrativa, trovo che di buoni scrittori italiani oggi ce ne sono, sì, pochi, ma che il giudizio espresso sulla categoria da Saviano non sia obiettivo.

    1. …e Giulio Cavalli. C’è bisogno di un nuovo neo-realismo: gli anni ottanta sono stati penosi ma c’è stato Tondelli, a questi, nei novanta si è risposto con un movimento (i cannibali) che aveva notevoli potenzialità ma poi si è perso. Degli anni zero non so che dire. L’unica possibilità è che ritorni in Italia una stagione dell’impegno civile nella letteratura e nella scrittura, nel teatro e nelle arti.

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