#LEFT cosa ci abbiamo messo dentro

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(la presentazione dal sito di Left)

Un viaggio dentro il cuore nero dell’Europa, quella dei nazionalismi e del filo spinato contro i migranti. Lo compie Left nel numero in uscita sabato dedicando la sua cover alla politica e alla figura del leader ungherese Viktor Orbán.  Nato progressista e difensore dei diritti civili,  ben presto ha virato a destra, repressore prima della libertà di stampa e adesso uomo dei muri e delle manganellate contro i profughi provenienti dalla Siria, Orbán è il cultore di un’Europa bianca, cristiana e autoritaria. La filosofa ungherese Agnes Heller, che ha vissuto sulla sua pelle la persecuzione del nazismo, spiega a Left come Orbán abbia «scientemente contribuito alla costruzione del nemico», alimentando la campagna d’odio della destra nei confronti dei rifugiati. Ma l’Ungheria non è solo lo Stato dei muri, ci sono tante associazioni e privati cittadini che si oppongono alla politica ufficiale e cercano di aiutare i migranti in fuga.  Eva Giovannini e Michela AG Iaccarino raccontano la svolta nazionalista degli ex Paesi sovietici.

In Società Left scrive di Napoli, dove la guerra di camorra non ha fine e per le strade si continua a morire. Oppure si può essere uccisi per la propria onestà, come racconta Angela Landa figlia di Michele, un normale cittadino assassinato nel 2006 a Mondragone la cui storia toccante è raccontata nell’ultimo libro di Giulio Cavalli Mio padre in una scatola da scarpe (Rizzoli). E ancora: due questioni “calde”: il gasdotto che approda in Puglia e che vede il presidente della regione Emiliano schierato contro il premier Renzi e il Jobs act, i cui ultimi decreti attuativi stanno facendo montare la protesta. Negli Esteri un ampio sfoglio sulla Grecia all’indomani della vittoria di Syrza e di Tsipras, il Libano e i suoi due milioni di profughi siriani e palestinesi. E il business dei passaporti siriani.

In Cultura la scrittrice iraniana Azar Nafisi lancia il suo appello: Non rinunciate all’immaginazione, l’elemento che rende viva una società. Mentre dal libro in uscita di Federico Tulli Figli rubati (L’asino d’oro) giunge la denuncia di segreti ancora conservati negli archivi vaticani sull’operazione Condor (bimbi rubati  e dati in adozione) nell’Argentina dei generali. Per la scienza Pietro Greco fa il punto sulle scoperte sui geni sardi e infine, Monica Guerritore si racconta a 360 gradi, dall’ultimo film alla lotta contro il tumore.

Buona lettura.

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