Ci vorrebbero vicari

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Scrive Nicola Lagioia riguardo l’editto bulgaro in salsa PD su Rai Tre e sui “non allineati”:

“Ogni potere sogna il commissariamento della realtà, e questo governo deve covare interiormente un buio molto fitto se ha bisogno che tutti intorno sorridano e parlino di un mondo meraviglioso. Pretendere l’ottimismo a tutti i costi può risultare alla lunga molesto. “I gufi non sono quello che sembrano”, diceva il David Lynch di Twin Peaks, e se ne vedi a ogni angolo è forse il sintomo di qualcos’altro.

Mi spiace infine che l’esponente Pd non sia stato sfiorato dal sospetto che le mie parole nascevano da un vecchio imperativo letterario. Parlando delle vittime, ho solo indegnamente provato a fare mia quella precisa e per me enorme lezione secondo cui è importante raccontare non chi la Storia la fa ma le sue vittime, poiché chi porta le stimmate del tempo ne è il vero testimone. Le vittime spesso però non hanno voce. Così dargliela tocca a qualcun altro. Raccontare per chi non può farlo. La letteratura come ruolo vicario. Anche il potere ci vorrebbe vicari, ma di se stesso”.

Il resto è qui.

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