I pazienti bruciavano nei letti

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L’infermiere di Medici Senza Frontiere, Lajos Zoltan Jecs, si trovava nell’ospedale di Kunduz quando la struttura è stata colpita da una serie di bombardamenti, nelle prime ore di sabato mattina. Questa è la sua testimonianza:

È stato folle. Abbiamo dovuto organizzare un pronto soccorso di fortuna e capire quali dottori fossero ancora vivi e capaci di aiutare. Abbiamo sottoposto uno dei dottori a un’operazione d’urgenza, ma è morto lì sul tavolo dell’ambulatorio. Abbiamo fatto del nostro meglio, ma non abbastanza.

È stata una situazione davvero difficile. Abbiamo visto i nostri colleghi morire. Il nostro farmacista, con cui avevo parlato la sera prima, era morto lì in ambulatorio.

I primi momenti sono stati segnati dal caos. Insieme ai membri dello staff sopravvisuti, abbiamo aiutato i feriti che era possibile curare. Ma ce n’erano troppi che non siamo riusciti a soccorrere. Abbiamo curato le persone che avevano bisogno di soccorso, senza prendere altre decisioni. Come avremmo potuto in una situazione di tale paura e caos?

Alcuni colleghi erano ancora troppo traumatizzati, riuscivano solo a piangere. Ho provato a convincere parte del personale a offrire aiuto, cercando di dare loro qualcosa su cui concentrarsi e distogliere la mente da quell’ orrore. Ma per alcuni lo shock era tale da impedire loro di fare anche il minimo gesto. Non è facile vedere degli uomini adulti, degli amici, piangere senza riuscire a controllarsi.

22 Commenti

  1. gli americani in italia fanno quello che gli pare vedi chermis ,ma anche in altre parti del mondo ne combinano di tutti i colori ,bombardare un ospedale è un cosagravissima e hanno anche il coraggio di affermare che loro non chiedono scusa,spero davvero che la commissione indipendente accerti i fatti e paghi chi deve pagare x aver uccisi oerdone innocenti.

    1. Quasi un’ora di bombardamento, ad intervalli di 15 min’ (lo riferisce un portavoce di MSF) Il fatto che le coordinate della stuttura, come da prassi, (anche per quelle analoghe) vengono comunicate con precisione alle parti in conflitto.Mi sembra ben più di una prova.

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