Chi ci ha reso così ciechi di fronte alla mediocrità

Sto lavorando in questi giorni sul polverone che si è alzato in Vaticano (se volete leggermi ne ho scritto qui e qui, intanto) e mi capita di avere a che fare con un pezzo di “classe dirigente” di questo Paese. Per di più la classe dirigente vicina al Papa e che si è occupata della razionalizzazione degli istituti finanziari di quello che è tra i più grossi imperi economici del mondo, con storia secolare e tanta letteratura sulle diverse intelligenze (buone e cattive) che l’hanno attraversato.

Ecco, se dovessi spiegare la sensazione che provo quando rialzo la faccia dalle carte, i documenti e le infinite giustificazione di chi mi capita di interpellare devo dire che la desolazione mi proviene soprattutto dal basso livello etico ma anche intellettuale di alcuni pezzi dell’intellighenzia alto borghese che infesta i salotti romani: persone arrivate ad occupare vertiginosi posti di potere per una serie di circostanze dettate semplicemente dalla prossimità fortunata e sincrona di qualcuno, ruoli ricoperti senza la benché minima professionalità, crocchi di plasticosi pupazzi nobiliari che sarebbero incapaci di elaborare un qualsiasi ragionamento senza la stampella servile di un codazzo di uditori, famelici frequentatori di una Chiesa vissuta come circolo esclusivo.

C’è un pezzo di Roma che è uno zoo di inetti investiti dalla fortuna di avere un merito che è solo censo o solo sangue. Eppure questa mandria riesce ad ottenere credito, a volte anche stima e addirittura timore reverenziale.

Ma esattamente quando abbiamo smesso di essere vigili di fronte alla mediocrità?

25 Commenti

  1. Gigi Coretti

    I Latini parlavano di “Aurea mediocritas”, oggi la mediocrità appartiene di certo almeno al 99,99 periodico dei “cittadini” italiani. Grazie di esistere “Left!!!”

  2. Abbiamo smesso (credo)con la caduta della prima repubblica, sostituendo il desiderio di informazione con quello del gossip. La seconda non è peggio della prima nelle sue dinamiche di potere, lo è nel vissuto popolare. Il potere oggi ha capito che il segreto non è contrastare “chi è contro”, ma assopire le menti per far sì che “chi è contro” rimanga al massimo un fuoco di paglia, non abbia seguito. Circoscrivere il dissenso e rendere innocua la critica è più efficace del muro contro muro per mantenere il controllo del potere. In più, rendere la mediocrità non una caratteristica inaccettabile, ma un argomento interessante da discutere al bar, sui giornali e in TV, ha completamente svuotato di significato il ruolo dei cittadini che tutto sommato preferiscono così. Pasolini docet.

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