Partiti senza blocco sociale

Una premessa: forse sto invecchiando male, nel senso del ringrinzirsi piuttosto che del mettere da parte cose e memoria, ma davvero mi chiedo se sul serio, dico se davvero sono convinti, se lo pensano con sicumera che la creazione di un gruppo parlamentare possa avere un peso nella sensazione politica di questo Paese. Se gente con spessore come Fassina o ancora di più D’Attorre si è impolistirolata lì dentro perdendo il nesso tra la vita reale, quella della politica sentita nella quotidianità delle soluzioni che si fanno più difficili o delle difficoltà quotidiane, quella dove un simbolo o una sigla sulla carta intestata di Camera e Senato pesano per il niente che sono, solo carta intestata.

È nato un gruppo di cui per ora sfugge il nome e di cui sappiamo solo che ha il terrore di apparire come quelli che “dicono solo no”. E festeggiano, pure. In un Paese che oggi è stato immobile ad origliare le scoregge del Motomondiale. Mentre la sinistra si infila in un accanimento terapeutico. La sinistra. Pensa te che contrappasso.

20 Commenti

  1. Enrica

    Ho troppi anni per prendere tutto per buono, ho troppi anni però per non prendere niente per buono: perché non ne ho molti davanti a me. A Milano ho partecipato a un incontro al Teatro della Cooperativa (pieno) e ho ascoltato discorsi puliti e soprattutto non supponenti. Mi risulta che tanti altri incontri si siano svolti in varie parti d’Italia. Come ha già scritto qualcuno, se il PD di Renzi non ci sta bene (e losaiddio quanto non ci stia bene) non possiamo e non vogliamo andare al mare. Ancora una volta gambe in spalla e andiamo avanti.

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