Quando ti senti un po’ “middleclass”

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Il mio buongiorno di oggi per Left:

Devo confessare che ormai leggere l’Unità, nella rassegna stampa quotidiana, ha assunto un non so che di quasi mistico per la spiazzante capacità di essere bollettino di governo come quei fogli ciclostilati di qualche anno fa che venivano stampate nei piccoli paesi del nord Italia per celebrare le gesta del sindaco. Kim Jong, il dittatore della Corea del nord, nelle sue follie autoritarie, in confronto sembrerebbe un dilettante della propaganda di Stato.

Così, questa mattina, in un profondissimo reportage sulla crisi (e ovviamente sulla ripresa) intitolato “Dov’è finita la Middle Class italiana?” i giornalisti del quotidiano pararenziano lanciano un’arguta analisi che dovrebbe spiegarci come in 13 anni le persone “che si autodefiniscono così” siano scese di 28 punti. Per l’appendice renziana a forma di quotidiano, in pratica, già nel 2002 in Italia esistevano dei piccoli borghesi (anglofoni) che vivevano con una naturale consapevolezza di essere “classe di mezzo” e che dopo più di un decennio passato a subire l’onta della crisi solo ora con Renzi stanno recuperando finalmente la fiducia.

Al di là della spassosa foga indagatrice di un reportage sulle persone che si “autodefiniscono” (una modalità che potrebbe eliminare quasi totalmente l’evasione fiscale o la corruzione alla prossima autointervista) l’articolo contiene alcune verità esplosive:

(continua qui)

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