La lezione del HP che funzionerebbe così bene anche da noi


L’Huffington Post ha deciso di cambiare registro a proposito della campagna elettorale di Trump negli USA. Ha scritto  Arianna Huffington:

Sì, commenti simili da parte sua non sono mancati fin dall’inizio, dal momento che ha inaugurato la sua campagna con delle dichiarazioni oltraggiose sui Messicani. Ma all’inizio questa xenofobia così esagerata, per quanto disgustosa, suonava più come il numero piccato di un cabarettista ormai alla fine. Ora che Trump, aiutato dai media, ha raddoppiato la dose di crudeltà e ignoranza che ha sempre contraddistinto la sua campagna, le parole “Ma l’ha detto davvero?” un tempo pronunciate con stupore, sono diventate qualcosa di disgustoso e minaccioso, mettendo a nudo un aspetto inquietante della politica americana.

Riteniamo che il modo in cui ci occupiamo della sua campagna debba riflettere questo cambiamento. Nel farlo, non dobbiamo mai smettere di ricordare ai nostri lettori chi è Trump e cosa rappresenta davvero la sua ascesa politica. Come ha osservato di recente Jay Rosen: “Mai come adesso, il ruolo della stampa nelle campagne elettorali si è basato su presupposti condivisi all’interno della classe politica e della macchina elettorale: le regole sono chiare ed infrangerle comporta una punizione. Queste idee condivise sono state sfidate raramente perché il rischio sembrava troppo alto e perché i responsabili delle campagne sono proprio i professionisti “del rischio”, i cosiddetti strateghi.

E sarebbe un’eventualità da valutare anche da noi. Forse.

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