Juncker vs Renzi e la politica del “gne gne”

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Ma davvero le comunicazioni politiche tra Italia e Europa sono queste? Cioè con Juncker che dice:

“Esito sempre a esprimermi con lo stesso vigore con cui Renzi si rivolge a me, perché non aggiusta sempre le cose. Ritengo che il primo ministro italiano, che amo molto, abbia torto a vilipendere la Commissione a ogni occasione, non vedo perché lo faccia perché “l’Italia a dir la verità non dovrebbe criticarla troppo” in quanto “noi abbiamo introdotto flessibilità contro la volontà di alcuni Stati membri che molti dicono dominare l’Europa. Sono stato molto sorpreso che alla fine del semestre di presidenza italiana Renzi abbia detto davanti al Parlamento che è stato lui ad aver introdotto la flessibilità, perché sono stato io, io sono stato.  Su questo voglio che ci si attenga alla realtà. Io mi tengo il mio rancore in tasca, ma non crediate che sia ingenuo.”

E Renzi che risponde:

“L’Italia ha fatto le riforme – ha spiegato Renzi in un’intervista che andrà in onda al Tg5 delle 20 – e quindi il tempo in cui si poteva telecomandare la linea da Bruxelles a Roma è finito”. E, comunque “è finito il tempo in cui si andava con il cappello in mano”.

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