Sogno le note

pianoforte

Io in realtà, fin da quando ero bambino, avrò avuto appena cinque anni o forse meno,  studiavo il pianoforte. Respiri, tempi, scale minori e chiavi di violino e di basso tutti i giorni. Per anni. Fino al rifiuto, naturale dopo tutto quel suonare. E poi basta.

Ora mi sono detto: ma perché non suono? E allora ho deciso che suono. Mi faccio da musico, in scena. Mi piace. Ho ricominciato ad esercitarmi. Come trent’anni fa. Ancora i respiri, i ritmi, il tempo, gli accordi e adesso anche l’idea di dove metterle in scena. E ho cominciato a sognarmele anche di notte le note. Come se fosse stata una lingua sepolta che adesso è un geyser, anche di notte.

5 Commenti

  1. Francesca

    il mio piano ora è nelle mani di uno dei miei figli, sento il rimpianto di aver scelto di dedicare tempo ad altro, ma è una gioia sentirlo strimpellare… buona musica, Giulio!

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