Eh, sì, con Maroni è proprio cambiato tutto

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Un nuovo scandalo sulla sanità si abbatte sulla Regione Lombardia, scatenando un vero e proprio terremoto. In manette finisce Fabio Rizzi, 49 anni, ex senatore, plenipotenziario di Maroni per la sanità e ‘padre’ della riforma della sanità lombarda, provvedimento di cui il governatore lombardo si è detto più volte fiero.

Perquisizioni in Regione. Era in corso la commemorazione delle vittime delle forze dell’ordine quando si sono presentati i carabinieri del Comando provinciale: si sono diretti nell’ufficio di Rizzi e hanno iniziato a perquisirlo. Erano gli investigatori dell’operazione ‘Smile’ che ha portato in carcere o ai domiciliari altre 19 persone oltre a Rizzi e alla sua compagna. Undici sono i funzionari pubblici raggiunti dai provvedimenti della procura di Monza. Avrebbero favorito alcuni gruppi imprenditoriali specializzati in servizi e forniture dentistiche che lavoravano in outsourcing all’interno di ospedali pubblici lombardi.

Maroni riunisce la maggioranza. Il governatore ha chiamato a raccolta tutta la maggioranza. Nel primo pomeriggio a Palazzo Lombardia, Maroni ha convocato tutti i capigruppo e i capi delle delegazioni in giunta. La seduta della commissione sanità prevista per domani potrebbe essere cancellata. La notizia dell’arresto è stata commentata così da Raffaele Cattaneo (Ncd), presidente del Consiglio regionale: “C’è sgomento e tristezza. Da un punto di vista istituzionale è un altro colpo alla credibilità del Consiglio che stiamo cercando di recuperare”. Il precedente scandalo in ambito sanitario è di pochi mesi fa: era ottobre, infatti, quando in carcere era finito Mario Mantovani, ex vicepresidente della Regione ed ex assessore alla Sanità. Gli investigatori lo accusavano di gare pilotate, anche sui dializzati.

Il Tweet del governatore. Ironia della sorte ha voluto che i primi tweet della giornata di Maroni fossero a commento della rassegna stampa del settore sanità. Commentando un paio di articoli, uno sul pronto soccorso pediatrico, l’altro sulle cure dei malati cronici, il governatore aveva coniato l’hashtag #sanità eccellente in Lombardia.

Un nuovo pronto soccorso a misura di bambino: #sanità eccellente in @LombardiaOnLine pic.twitter.com/kufDqe8zh2

— Roberto Maroni (@RobertoMaroni_) 16 Febbraio 2016

L’inchiesta. E’ condotta dal tribunale di Monza e si muove sull’ipotesi dell’associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, alla turbativa d’asta e al riciclaggio. Al centro dell’operazione c’è un gruppo imprenditoriale accusato di aver turbato in proprio favore l’aggiudicazione di una serie di appalti pubblici banditi da varie aziende ospedaliere per la gestione, in outsourcing, di servizi odontoiatrici, corrompendo i funzionari preposti alla gestione delle gare. É stato il componente di un collegio sindacale di un’azienda ospedaliera a far partire le indagini. “Sono quattro gli imprenditori che si sono aggiudicati importanti gare d’appalto per la gestione dei servizi odontoiatrici nel territorio lombardo, su cui ha indagato il Nucleo Investigativo di Milano – ha spiegato il comandante provinciale dei carabinieri di Milano, colonnello Canio Giuseppe La Gala – le gare di appalto pubbliche venivano vinte illecitamente da questo gruppo con la complicità di undici funzionari pubblici. Gli arresti sono stati eseguiti prevalentemente nelle province di Milano, Monza, Como, Bergamo e Varese”.

Le persone coinvolte. In carcere è finito anche un imprenditore vicino a Rizzi, Mario Valentino Longo: i due erano anche soci in un’impresa comune. Come per Rizzi, anche la moglie di Longo è agli arresti domiciliari.

(fonte)

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