#paninarialgoverno Roma, Giachetti e la citazione (sbagliata) di Pasolini

E niente. Anche la citazione è sbagliata.
E niente. Anche la citazione è sbagliata.

Ne scrive Ciro Pellegrino (qui):

“Nell’era dei social la frase è diventata : «Non lasciarti tentare dai campioni dell’infelicità, della mutria cretina, della serietà ignorante. Sii allegro. […] T’insegneranno a non splendere. E tu splendi, invece».
Il messaggio del candidato sindaco Pd alle Elezioni comunali di Roma è ancora più conciso e drastico: «E tu splendi, invece, Roma». Invece cosa? Invece di non splendere come vorrebbe qualcuno? Chi sono i «campioni dell’infelicità» sottintesi? Sembra una campagna anti-gufi renziani (o anti-marziani, riferendosi all’Ignazio Marino che aleggia e s’aggrappa all’immaginario di Ennio Flaiano).

Pier Paolo Pasolini, lo dice la sua vita e lo dice la sua produzione letteraria e cinematografica, amava Roma. Ma quella frase sullo splendere non era destinata alla Capitale. Lo sono, invece, questi versi del “Pianto della Scavatrice”.

«Stupenda e misera città,
che m’hai insegnato ciò che allegri e
feroci
gli uomini imparano bambini».

Altro che splendere. Stupenda e misera città era la Roma di Pasolini. Anche se è tutta campagna elettorale, anche se è storytelling (chissà che avrebbe detto PPP di questo termine, vero?) val la pena di ricordare. E non distorcere.”


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