Che meraviglia il Comitato del Sì per il referendum, eh

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Ne scrive Marco su Il Fatto Quotidiano:

«No, dài, non si fa così. Con tutti i disoccupati che ci sono in giro, non si trova un costituzionalista indipendente degno di questo nome – a parte il trio delle meraviglie Boschi-Renzi-Verdini – disposto a intrupparsi nel fronte del Sì al referendum sulla schiforma. Figurarsi a presiederlo, dopo i cortesi rifiuti di Napolitano e Violante, che sarebbero per il Sì, ma senza esagerare. E così, se la squadra del No schiera 11 ex presidenti della Consulta e tutti i migliori cervelli del diritto costituzionale di ogni orientamento e colore, compresi alcuni ex “saggi” di Re Giorgio come Onida, quella del Sì è roba da partitella fra scapoli e ammogliati. Nel senso che tengono quasi tutti famiglia o hanno ottimi motivi non proprio giuridici per votare e far votare Sì.

L’ unico di cui si sia mai sentito parlare è Stefano Ceccanti, già deputato Pd, che ha incidentalmente vinto un bando indetto dalla Boschi per uno studio sull’ Italicum della Boschi: quindi Sì, perbacco. Salvatore Vassallo è un dirigente Pd, ex parlamentare Pd, nonché fondatore della prestigiosa Bodem, la rivista del Pd bolognese, dunque Sì. Marilisa D’ Amico era consigliere comunale a Milano, sempre nel Pd, che poi l’ ha nominata al Consiglio di Presidenza della Giustizia amministrativa: pertanto Sì. Felice Giuffrè è marito di Ida Nicotra, nominata dalla Madia membro dell’ Anac: Sì tutta la vita. Massimo Rubechi è il consulente giuridico della Boschi per le riforme costituzionali alla modica cifra di 49 mila euro l’ anno: ergo Sì. Carlo Fusaro era il prof di Diritto costituzionale della Boschi a Firenze, quindi Sì.
Giulio Vigevani è consigliere del sottosegretario Lotti e membro della commissione Lotti per la legge sull’ editoria: e allora Sì.

Problema: se dall’ altra parte ci sono Zagrebelsky, Rodotà, Carlassare, Pace, Onida, De Siervo, Flick, Gallo, Chieppa, Bile, Amirante e chi più ne ha più ne metta, qualcuno potrebbe persino pensare che è meglio il No. Ma, a pareggiare il conto, scende in campo la fu Unità con tutto il suo peso editoriale e un’ idea geniale: visto che i testimonial del Sì sono tutti emeriti carneadi, basta prenderli a due a due e formare delle coppie per fare buon peso. Come se due sconosciuti, sommati, facessero una celebrità. Ecco dunque Elisabetta Gualmini (vicepresidente Pd della giunta dell’ Emilia Romagna) e Salvatore Vassallo (ex deputato Pd, poi trombato) firmare a quattro mani una croccante lezioncina ai prof del No, che i due trattano da pari a pari. Anzi li conciano per le feste.»

(continua qui)


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