Il nostro dio è un portafoglio senz’anima.

Diego Cugia è uno scrittore. Dicono. Ma non solo. È uno di quelli che riesce a fare bene più di un lavoro e per questo, come tutte le cose complesse, in questi tempi banali viene difficile raccontare. Comunque Diego Cugia ha anche una gran bella penna. E solo dio sa quanto servano parole pulite e sorprendenti nei periodi amari. Tra l’altro io e Diego saremo insieme a Reggio Calabria il prossimo 9 luglio (l’evento è qui). E tra le cose che ha scritto vale la pena leggersi un suo post di qualche giorno fa:

«Da Donald Trump all’Isis ormai si urla come allo stadio e ci si scanna come al mattatoio. In Italia anche le cose, quando le sfiori, gridano. Se le stelle si comportassero come facciamo noi col prossimo, l’universo ci cadrebbe all’istante sulla testa. Il bene ci scoccia, le porcherie c’inebriano. La Boschi che non ha dato la mano alla Raggi ha fatto più clamore sui giornali e alla tv dell’arresto del boss della ‘ndrangheta, il secondo latitante più ricercato d’Europa. (Ma forse ci siamo distratti perché stavamo guardando Gomorra). Il virtuale ci sta scimunendo. Votiamo non più per il nostro bene ma per mandare gli altri all’inferno. Quando sono gli altri a farlo come gli inglesi (così inglesi da non aver capito neanche dove fosse l’Europa e il giorno dopo tutti a cercarla su Google) reagiamo da mariti cornuti: «Vattene via di casa, subito!» E il cancelliere Osborne, poco fa, come se l’Inghilterra fosse nostra moglie: «Non c’è fretta. Uscirò quando sarò pronta!» L’anima del mondo è in grave pericolo.
Immaginatevi se oggi, a Italia-Spagna, tutti i calciatori si mettessero a giocare a tennis. Perché non proviamo lo stesso stupore per come sta girando irresponsabilmente la nostra vita? Giriamo per strada come bambini sonnambuli col coltello da cucina in mano. Siamo feroci perché non possiamo più spendere come una volta. Ci hanno fregati, quest’è vero, ma ora? La mediocrazia degli irresponsabili ci governa, il nostro dio è un portafoglio senz’anima. Noi, anime senza portafoglio che si sbranano per riaverlo. Abbiamo raggiunto il pianterreno dell’inferno.»

(continua qui, il suo ultimo libro lo potete comprare qui)


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