Panama Papers: a pagare è (ancora una volta) l’Africa

A proposito di Occidente e sfruttamento, l’articolo di Valentina Neri:

«I potenti spostano capitali da un capo all’altro del Pianeta, aprendo una babele di società offshore per sfruttare regimi in cui la tassazione è quasi inesistente. E a farne le spese è sempre chi non si può difendere. È quello che accade in 44 Stati africani, in cui c’è chi trae profitti da profitti da petrolio, gas, e metalli preziosi e li dirotta immediatamente a 1.400 società situate nei paradisi fiscali. È questo, riassunto in poche righe, il fulcro di Panamafrica, il nuovo capitolo dell’inchiesta globale sui Panama Papers. Lo rivela il network Icij (Consorzio Internazionale dei Giornalisti Investigativi), di cui fa parte il settimanale L’Espresso in esclusiva per l’Italia. Storie che risultano ancora più sconcertanti se si pensa al fatto che, mentre pochi ricchi si spartiscono denaro e potere, la popolazione continua a vivere nella miseria, depredata dalle proprie risorse. Si stima infatti che ogni anno il Continente veda volatilizzarsi circa 50 miliardi di dollari a causa dei flussi finanziari illeciti

(lo trovate qui)


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