Contro l’ANPI anche le bufale

“Rimosso”, “sostituito”, “deferito”. Le cronache locali e poi i giornali nazionali lo hanno descritto come un caso di censura, un tentativo di punire il dissenso interno all’associazione dei partigiani nel dibattito sul referendum costituzionale. In realtà il presidente dell’Anpi di Ravenna, Ivano Artioli, è ancora al suo posto. E il ruolo da coordinatore regionale dell’Emilia Romagna non è più suo perché era provvisorio: lo aveva assunto nel 2014 dopo la morte del presidente bolognese, William Michelini. Artioli, a ilfattoquotidiano.it racconta: “La mia posizione a favore della riforma è sempre stata chiara. Ma non ho mai ricevuto alcuna lettera di deferimento, e tuttora sono alla guida dell’Anpi di Ravenna, che conta circa 4400 iscritti. Nessuno mi ha mai toccato. Lavoro tutti i giorni”. Nessuna sostituzione. L’Anpi bolognese le ha definite “notizie false con il solo scopo di rinfocolare una sterile polemica sui rapporti con il Pd”.

(la notizia è qui)


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6 Comments

  1. silvia goi

    L’impressione è che l’ANPI, una delle poche forze associative in Italia alla quale non può essere rimproverato lo schieramento tout-court, una delle poche forze associative che può ben permettersi un’ uscita politica e che spesso ha influenzato decisioni di natura politica, una delle poche forze associative a cui viene concesso in via del tutto eccezionale di intervenire nella politica attuale le parole ‘fascista, comunista, socialista e,( ma qualnto sono tolleranti! Fanno bene?), pure talvolta cristiano’ – rappresenta moralmente anche dei non-tesserati, che però nella storia del nostro paese hanno ancora qualche diritto di leggere, straparlare, contraddirsi, fare errori cronologici, pisciare sulla costituzione, ma guarda un po’ anche difenderla se sentono odori di bruciato a loro fin troppo familiari.

    Silvia GOI

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